{"id":28,"date":"2006-09-30T12:23:39","date_gmt":"2006-09-30T11:23:39","guid":{"rendered":"http:\/\/www.andreatta.it\/?p=28"},"modified":"2011-10-09T13:29:12","modified_gmt":"2011-10-09T11:29:12","slug":"a-picinisco-il-premio-europeo-di-narrativa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.andreatta.it\/?p=28","title":{"rendered":"Con L&#8217;Infinito Viaggiare a Claudio Magris va il Premio internazionale di Narrativa"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: Verdana; font-size: x-small;\">Montaggio di immagini e parole colte dal finestrino di un treno, o attraversando a piedi una strada quando Magris scorge &#8220;un gesto o un&#8217;espressione su un viso&#8221; o ha sentito un grido&#8230;.<\/span><\/p>\n<div><span style=\"font-family: Verdana; font-size: x-small;\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.telefree.it\/data\/2006\/20061001_213708_4129.jpg\" border=\"0\" alt=\"\" hspace=\"6\" vspace=\"6\" align=\"left\" \/> Molti oggi si cimentano nella scrittura, pur con diversi esiti, o tentano di farlo.<br \/>\nIn questa attualit\u00e0 sembrerebbe acquistare pi\u00f9 potente significato quanto scritto da Abelardo nelle &#8220;Lettere a Eloisa&#8221;: &#8220;Bisogna prendere speciali precauzioni contro la malattia dello scrivere perch\u00e9 \u00e8 un male pericoloso e contagioso&#8221;.<br \/>\nE lo diventa, soprattutto, in ragione del pochissimo che si legge in Italia.<br \/>\nLeggono poco gli italiani; poco gli studenti; gli stessi universitari inseguitori del fil rouge del loro programma di studi, dal quale difficilmente si allontanano, leggono poco; gli stessi manager, pubblici e privati che siano, hanno l&#8217;abitudine di leggere pochissimo, come ci ha informato il sondaggio pi\u00f9 recente sulla lettura, s\u00ec e no un libro l&#8217;anno, tanto che non si capisce come siano potuti arrivare, con questa lacuna, al posto che occupano. &#8220;Leggere non \u00e8 necessario!&#8221; ci verrebbe da dire. E se non lo \u00e8 per loro, figurarsi quanto possa esserlo per gli altri!<br \/>\nE gli insegnanti, anche i miei cento di Latina, che pure insegnano a leggere, quanto leggono? Cosa leggono?&#8230; Che spazio trova nei loro interessi culturali la letteratura, la narrativa, la poesia, la saggistica?<br \/>\nIl tema, anche se molto interessante, sarebbe lungo da dibattere&#8230;<br \/>\nA Picinisco viene a riproporsi ogni anno di questi tempi, quest&#8217;anno la IV Edizione il 30 settembre, il &#8220;Premio Europeo di Narrativa &#8220;Giustino Ferri &#8211; D.H.Lawrence&#8221;<br \/>\nIl premiato dalla Giuria, presieduta da Giorgio B\u00e0rberi Squarotti e composta da Elio Gioanola, Giovanni Ioli e Gerardo Vacana, \u00e8 Claudio Magris con il libro &#8220;L&#8217;infinito Viaggiare.<br \/>\nE Picinisco nel Versante laziale del Parco Nazionale d&#8217;Abruzzo (P.N.A.L.M.) si candida come luogo ideale di scritture, anche poetiche. Sono stati diversi nel passato e molti sono anche nel presente gli scrittori che fanno puntate nel paesino medioevale, gioiello di smeraldo del Parco. Alcuni di loro hanno anche casa qui intorno, magari per le vacanze.<br \/>\nGiustino Ferri \u00e8 lo scrittore locale pi\u00f9 noto, gi\u00e0 presidente dell&#8217;Associazione Nazionale della Stampa, successore di Pirandello nella cattedra universitaria, autore tra l&#8217;altro del romanzo, di notoriet\u00e0 all&#8217;epoca, &#8220;La Camminante&#8221;, mentre di D.H.Lawrence si sa tutto, meno che abbia soggiornato per un certo periodo a Picinisco.<br \/>\nLa casa di Orazio Cervi, in localit\u00e0 Serre, che lo ospit\u00f2 con la moglie Frieda nel 1919, oggetto di un buon restauro conservativo \u00e8 diventata oggi un museo e un agriturismo condotto dalla Famiglia Pacitti.<br \/>\nDel fatto se ne era quasi persa traccia finch\u00e8 verso gli anni &#8217;70, nell&#8217;ambito della ricerca per la sua tesi di laurea in lingue e letterature straniere, la prof.Rosamaria Pirri non ne riscopr\u00ec la pista andando a colmare una dimenticanza e a rinforzare quella che nel frattempo si era trasformata in poco pi\u00f9 di una labile diceria di paese basata su nessuna documentazione.<br \/>\nAncora oggi chi approda a &#8220;Casa Lawrence&#8221; non pu\u00f2 non rimanere suggestionato dal paessaggio.<br \/>\nE in quel contesto naturale, selvaggio di tardo autunno avanzato, D.H.Lawrence riprese a scrivere gli ultimi capitoli, fino a finirlo, di &#8220;The lost girl \/ La ragazza perduta&#8221;(Mondadori ed.).<br \/>\nUn romanzo dove Picinisco si riconosce e che, con le sue pagine appassionate d&#8217;amore e di un lirismo ambientale antelitteram, ha conosciuto una notevole nuova notoriet\u00e0 negli ultimi anni.<br \/>\nEcco, quindi, la giustificazione culturale di un Premio Europeo di Narrativa che, con l&#8217;appuntamento di quest&#8217;anno, vuole sottolineare la ricca opera di Carlo Magris (in foto di Sergio Andreatta).<br \/>\n&#8220;L&#8217;infinito viaggiare&#8221; \u00e8 certo una metafora del viaggio come &#8220;capacit\u00e0 di possedere la propria vita essendo capaci di goderne con pienezza ogni istante&#8221;. La &#8220;letteratura, dice Magris in una relazione prima di ricevere questo premio, \u00e8 come una piccola arca di No\u00e8, dove si raccolgono le cose e si ferma il tempo&#8221;. In questa sua &#8220;guerra illustre contro il tempo alla ricerca di continuit\u00e0 per il presente&#8221; Magris ritorna in Valle di Comino dopo ventisette anni e tanti libri di successo pubblicati.<br \/>\n&#8220;L&#8217;infinito viaggiare&#8221; \u00e8 alla ricerca della propria identit\u00e0 perch\u00e9 \u00e8 solo il viaggio che fa scoprire a chi si muove la sua personalit\u00e0, la sua autenticit\u00e0, la sua fragilit\u00e0. Il viaggio ci rivela a noi stessi nel contesto delle situazioni nuove che poi ci scivolano dietro. E viaggiamo dentro tante dimensioni, a volte dentro frontiere culturali invisibili.<br \/>\nIl viaggio diventa &#8220;persuasione&#8221; come ha scritto qualcuno parlando del prof. Magris che ha viaggiato molto per pi\u00f9 di vent&#8217;anni.<br \/>\nClaudio Magris, triestino, germanista e critico, nato a Trieste nel 1939 \u00e8 un finissimo letterato mitteleuropeo contemporaneo, uno saggista capace come pochi di scandagliare le ragioni motrici che si nascondono in ogni libro. Di lui si leggono con partecipazione, a volte anche emotiva, i contributi che pubblica periodicamente su Il Corriere della Sera.<br \/>\nIl libro, premiato oggi, \u00e8 una raccolta di pagine di viaggio, un montaggio di immagini e parole colte dal finestrino di un treno, o attraversando a piedi una strada.<br \/>\nViaggiare per Magris sembra che abbia a che fare con la morte, viaggiare come scrivre, \u00e8 un duello per rimandare il pi\u00f9 possibile l&#8217;arrivo definitivo.<br \/>\nMa viaggiare appartiene agli artisti, tipico di ogni tempo, letterati, pittori, musicisti o altro che fossero.<br \/>\nE in epoca di romanticismo non lo si appariva artisti se non ci si incamminava nella moda de &#8220;Le grand tour&#8221; per l&#8217;Italia e per la Grecia.<br \/>\nIn epoche successive, con la dilatazione dei confini, le necessit\u00e0 del viaggiare per gli artisti non sono mai tramontate, semplicemente sono cambiati gli itinerari, forse le mode e la percezione.<br \/>\nIl viaggio di Magris \u00e8 persuasione, nel senso conferito a questa parola da Carlo Michelstaedter: il possesso presente della propria vita, la capacit\u00e0 del &#8220;carpe diem&#8221; e di vivere ogni attimo, senza annientarlo nei progetti e nei programmi futuri. L&#8217;autore de &#8220;L&#8217;infinito viaggiare&#8221; si sposta cos\u00ec, pronto a narrarne il fluire, negli immensi paesaggi del Danubio o nei periferici Microcosmi.<br \/>\nOggi qui nel periferico microsmo di Picinisco che lo attrae e lo affascina, come mi confessa, per l&#8217;alta visione solare del suo paesaggio quale si ammira dalla piazzetta Ernesto Capocci (altro scienziato e romanziere piciniscano della seconda met\u00e0 dell&#8217;Ottocento).<br \/>\nE la pagina dello scrittore triestino si contrappunta di digressioni, soste, deviazioni improvvise.<br \/>\nIn questo libro c&#8217;\u00e8 il suo giro per il mondo dal 1981 al 2004. Peregrinazioni sulla strada di Don Chisciotte, da Tielmes alle porte di Madrid, alla Biblioteca Nacional, al quartiere del &#8220;mentitoio&#8221;, con le case dei grandi poeti. Ma l&#8217;autore non si ferma, \u00e8 a Barcellona (\u00e8 qui presente oggi a Picinisco il poeta Carlos Valente), alle Canarie&#8230;<br \/>\nPoi si sposta a Londra e da l\u00ec va alle isole Scilly, nell&#8217;Oceano Atlantico.<br \/>\nMolti capitoli sono dedicati ai viaggi in Germania: a Berlino, dove Magris discute con il nobel Gunter Grass, di cui tanto si \u00e8 parlato in queste settimane per la sua confessata giovanile appartenenza alle Waffen SS. E Grass sembra continuar a sognare una &#8220;repubblica dei dotti&#8221; capace di esprimere con la lotta i &#8220;valori della pace&#8221;. &#8220;La lotta per la nazione culturale tedesca sarebbe cos\u00ec una lotta per l&#8217;umanit\u00e0, perch\u00e8, risvegliando delle forze contro la volont\u00e0 di potenza dei grandi Stati, ne frenerebbe il meccanismo aggressivo&#8221; (C.M.pag.47). Altri viaggi per vedere le mostre sulla Prussia di Bismarck, o andare sotto al Muro, quando ancora c&#8217;era prima dell&#8217;89.<br \/>\nAd Hannover Magris visita la tomba di Lotte, protagonista dei Dolori del giovane Werther; arriva a Friburgo e nei boschi deteriorati della Selva Nera; va nei castelli della Baviera del principe Ludwig dall&#8217;infelice storia d&#8217;amore, e a Dresda nel &#8217;94. Tante sono le puntate a Vienna con i compagni di viaggio; a Zagabria, in Istria, a Monfalcone.<br \/>\nMa lo scenario pi\u00f9 frequente, oltre che pi\u00f9 caro, \u00e8 quello della Mitteleuropa. A Bratislava scrive di una citt\u00e0 incerta sulla sua identit\u00e0, a Praga nota l&#8217;invasione di McDonald&#8217;s e spaghetterie, poi la Polonia risvegliata e in crescita.<br \/>\nA Leningrado Magris va nella casa di Dostoevskij, sul pianerottolo di Raskol&#8217;nikov; e a Mosca, in tutt&#8217;altra atmosfera, si trova nella casa-museo di Gor&#8217;kij.<br \/>\nMolte sono le pagine che descrivono la Finlandia e la Scandinavia, dal porto dell&#8217;antica capitale Bergen in ferry-boat sino a Flam, per vedere un fiordo o per riflettere in una chiesetta norvegese del Nord.<br \/>\nSulle vie un tempo rarefatte di quello che \u00e8 diventato, negli ultimi anni, uno dei pi\u00f9 battuti percorsi di moda, raccomandati dalle agenzie, dei viaggi di nozze.<br \/>\nIl libro si chiude coi viaggi pi\u00f9 recenti, nel 2003 e 2004, in Iran, Cina, Vietnam e Australia.<br \/>\nMa non sono tanto le descrizioni, anche suggestive ma non nuove e gi\u00e0 esplorate da tanti altri scrittori, come ad esempio il mio amico Stanislao Nievo, che interessano. Quello che rimane aperto \u00e8 il dilemma, gi\u00e0 espresso dall&#8217;autore in &#8220;Itaca&#8221;, se il viaggio sia un ritorno, come per Novalis, verso casa, da Ulisse moderno (Joyce). Oppure se nel viaggio non si intraveda un percorso rettilineo, nietzscheano, dove il S\u00e9 si disgrega procedendo verso un indefinito infinito, un nulla che dissolve, come in Musil, certezze e identit\u00e0.<br \/>\nPer alcuni \u00e8 questo un libro bellissimo e profondo, pieno di spunti da rimeditare.<br \/>\nIn un viaggio vissuto in tal modo i luoghi sembrano diventare insieme &#8220;tappe e dimore del cammino della vita&#8221;.<br \/>\nAnche se non \u00e8 certo che questo viaggiare insegni la via del ritorno o no.<br \/>\nInsegna, forse, ad &#8220;abitare pi\u00f9 liberamente, pi\u00f9 poeticamente la propria casa&#8221;.<br \/>\nViaggio da sempre come ricerca e come rinnovamento.<br \/>\nL&#8217;antistaticit\u00e0 del pensiero, dello spirito, della cultura, dell&#8217;essere, dell&#8217;apparire, dell&#8217;esistere.<br \/>\nCos\u00ec per molti.<br \/>\n&#8221; Altre cose, altri valori e sentimenti si trovano, s&#8217;incontrano, si raccattano per via.&#8221;<br \/>\nMentre il viaggio come fuga dalla propria realt\u00e0 quotidiana sembra &#8220;immorale&#8221; per lo scrittore triestino.<br \/>\nPerch\u00e9 &#8220;L&#8217;avventura pi\u00f9 rischiosa, difficile e seducente si svolge a casa; \u00e8 l\u00e0 che si gioca la vita&#8230;<br \/>\nViaggiare insegna lo spaesamento, a sentirsi sempre stranieri nella vita, anche a casa propria, ma essere stranieri fra stranieri \u00e8 forse l&#8217;unico modo di essere veramente fratelli. Per questo la meta del viaggio sono gli uomini&#8230;&#8221;.<br \/>\n&#8220;La lettura deve essere un piacere, ma questo scrittore la rende una fatica&#8221; mi confida, invece, una che ha appena terminato il libro.<br \/>\nIl libro espone tutte le filosofie che stanno dietro al viaggiare, le sensazioni, i sogni, le paure: ecco, forse, perch\u00e8 questo libro, pu\u00f2 sembrare un p\u00f2 prolisso e ripetitivo.<br \/>\nAnche a qualche altro il libro \u00e8 potuto apparire un p\u00f2 pesante tanto da ammettere di non riuscire a leggerlo fino alla fine.<br \/>\nLa saggistica di riflessione \u00e8 il genere letterario che io preferisco, mentre mi sono indigesti certi frivoli romanzi, compresi quelli di gusto neogotico ora tanto alla moda.<br \/>\nLe critiche della precedente lettrice, non abituata, o educata, alla diversa lettura dei saggi, si potrebbero, quindi, applicare ad ogni saggio per certi versi, alla sua struttura, al suo stile.<br \/>\nAnche &#8220;Viaggio in Italia&#8221; di Goethe, cui pare ispirarsi, non \u00e8 un romanzetto.<br \/>\nE non lo \u00e8 neanche l&#8217;analogo bel libro di Goffredo Parise (Viaggio in Italia, ed.Mondadori) che pure in alcune pagine descrive, commuovendomi, l&#8217;imponente statura morale e la tempra fisica di mons.Erminio Filippin, un mio parente fondatore dei grandi omonimi Istituti sulle terre paterne di Paderno del Grappa. Quindi anche i saggi possono parlare ai sentimenti, commuovere&#8230;<br \/>\nTrieste, con la sua storia di incroci di civilt\u00e0, non \u00e8 una citt\u00e0 qualsiasi, \u00e8 il nucleo fondamentale da cui ha origine buona parte dell&#8217;eccezionalit\u00e0 dell&#8217;uomo Magris. Citt\u00e0 multiculturale, mitteleuropea, contraddittoria, densa di stimoli e crocevia di molte delle pi\u00f9 importanti esperienze artistiche del Novecento da Joice a Svevo, ad altri..<br \/>\nClaudio Magris, si sa, scrive spesso seduto ad un tavolino dello storico &#8220;Antico Caff\u00e8 San Marco&#8221;, diventato leggendario per la sua presenza.<br \/>\nLa piccola Picinisco, tentacolare microcosmo, per molti pi\u00f9 artisti di cui non si sappia, vuole anche lei oggi, con questo importante &#8220;Premio europeo di Narrativa 2006&#8221; voluto dal sindaco ing.Giancarlo Ferrera e organizzato dal Centro Studi Letterari &#8220;Val di Comino&#8221; presieduto dal poeta Gerardo Vacana di Gallinaro, riconoscere i significativi meriti di questo grande e fecondo autore contemporaneo.<br \/>\nTra il colto pubblico \u00e8 presente una schiera di intellettuali e poeti europei tra i quali, io poeta, mi confondo accompagnandoli, poi, nei recital degli Incontri Internazionali di Poesia (XIV edizione), pomeridiano a Casa Lawrence e serale al Complesso di San Nicola di Alvito.<br \/>\nQuesto \u00e8 l&#8217;anno della poesia austriaca contemporanea e sono presenti per questo cinque esponenti accompagnati dal dott.Andreas Schmidinger, direttore del Forum Austriaco di Cultura che da ben centoventicinque anni ha sede in Via Bruno Buozzi a Roma.<br \/>\nSergio Andreatta<\/span><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<div style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: Verdana; font-size: x-small;\">\u00a0<\/span><\/div>\n<div><span style=\"font-family: Verdana; font-size: x-small;\"><\/span><\/div>\n<p><span style=\"font-family: Verdana; font-size: x-small;\"><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Carlo Magris, L&#8217;infinito Viaggiare, Mondadori 2005 pag.243 (\u20ac 17,00).<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Montaggio di immagini e parole colte dal finestrino di un treno, o attraversando a piedi una strada quando Magris scorge &#8220;un gesto o un&#8217;espressione su un viso&#8221; o ha sentito un grido&#8230;. 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