{"id":880,"date":"2008-09-02T23:12:45","date_gmt":"2008-09-02T21:12:45","guid":{"rendered":"http:\/\/www.andreatta.it\/?p=880"},"modified":"2010-12-07T23:11:06","modified_gmt":"2010-12-07T21:11:06","slug":"scuola-italiana-lanno-che-verra","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.andreatta.it\/?p=880","title":{"rendered":"Scuola italiana, l\u2019anno che verr\u00e0"},"content":{"rendered":"<p><strong><span style=\"color: #993300;\"><span style=\"font-family: Times New Roman;\"><a title=\"latina-piazza-dante-scuola.bmp\" href=\"http:\/\/www.andreatta.it\/wp-content\/uploads\/2008\/09\/latina-piazza-dante-scuola.bmp\"><\/a><\/span><\/span><\/strong><\/p>\n<p><span style=\"color: #993300;\"><span style=\"font-family: Times New Roman;\"><a title=\"latina-piazza-dante-scuola.bmp\" href=\"http:\/\/www.andreatta.it\/wp-content\/uploads\/2008\/09\/latina-piazza-dante-scuola.bmp\"><img decoding=\"async\" title=\"latina-piazza-dante-scuola.bmp\" src=\"http:\/\/www.andreatta.it\/wp-content\/uploads\/2008\/09\/latina-piazza-dante-scuola.bmp\" border=\"0\" alt=\"latina-piazza-dante-scuola.bmp\" \/><\/a><\/span><\/span><\/p>\n<p><span>\u00a0<\/span><span>\u00a0<\/span><span>\u00a0<\/span><span>\u00a0<\/span><span>\u00a0<\/span><span>\u00a0<\/span><span>\u00a0<\/span><span>\u00a0<\/span><span>\u00a0<\/span><span>\u00a0<\/span><span>\u00a0<\/span><span>\u00a0<\/span><\/p>\n<div><\/div>\n<p><span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: center;\"><span style=\"font-size: 14pt; color: #993300;\"><a href=\"http:\/\/www.parvapolis.it\/page.php?id=41251\">Scuola italiana, l\u2019anno che verr\u00e0.<\/a><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\">\u00a0<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #00002a;\">di <strong>Sergio Andreatta<\/strong><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #00002a;\"><strong><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.wordpress-it.it\/wp-content\/banner\/wpit88x31.gif\" alt=\"wpit88x31\" \/><\/strong><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #00002a;\">Il primo settembre chiama tutti a scuola, tutti esclusi gli alunni che per un\u2019<em>economia<\/em>\u2026 <em>turistica<\/em> come \u00e8 quella del Bel Paese potrebbero tornare a scuola, secondo un\u2019ineffabile espressione della <a href=\"http:\/\/www.repubblica.it\/2008\/09\/sezioni\/scuola_e_universita\/servizi\/gelmini-2\/piano-riforma\/piano-riforma.html?rss?ref=rephpnews\">Gelmini<\/a>, anche il 1 di ottobre. In Francia, dove le risorse turistiche e le possibilit\u00e0 di vacanza non sono minori, ma il clima \u00e8 sicuramente pi\u00f9 favorevole, ed anche in Israele, dove \u00e8 invece decisamente pi\u00f9 caldo, l\u2019anno scolastico \u00e8 gi\u00e0 bell\u2019e cominciato. Nel primo caso con grandi sovvertimenti per il taglio degli organici della primaria con quasi 12.000 maestri in meno non sostituiti dal turn-over e solo quattro giorni di funzionamento scolastico (mercoled\u00ec e sabato esclusi); con ossequioso rispetto della tradizione nel secondo. E da noi, dove si poteva sperare in un anno di tranquillit\u00e0 e di attesa, che cosa sta, invece, per accadere?\u00a0 Dopo la sbandierata e magnificata riforma della Moratti del 2003 ecco i tanti sussurri e gli incontrollati sussulti balneari in vista di una nuova manovra di riforma per il 2009. Ormai la politica della scuola non si concerta pi\u00f9 con le categorie professionali e sindacali. Tutta perdita di tempo! Per le impostazioni nuove non si consultano pi\u00f9 i pedagogisti, gli studiosi delle questioni, se non gli amicanti servi sciocchi della parte di turno. E cos\u00ec siamo gi\u00e0 pronti a mandare al macero il significativo contributo di umanesimo integrale offerto da un Edgar Morin per le Indicazioni del Curricolo della scuola dell\u2019infanzia e della scuola del primo ciclo prima ancora di averlo potuto sperimentare. Niente esperti, eppure quante chiacchiere fastidiose. Interviste, esternazioni, interventi a convegni estivi, con dissertazioni &#8211; da parte di presunti addetti ai lavori e non &#8211; su voto di condotta, <em>maestro unico<\/em>, docenti <em>meridionali<\/em>, culminato con il \u201cbotto finale\u201d, come qualcuno ha scritto, del recente decreto legge. \u201cL\u2019<strong><em>emergenza educativa<\/em><\/strong>\u201d c\u2019\u00e8 e si vede, la vedono perfino i ciechi tanto da sembrare perfino superflui, se non tardivi, i pur alti richiami del Presidente della Repubblica e del Papa. Noi esperti lo avevamo denunciato dieci anni fa. Avevamo firmato appelli, contrastato il fenomeno con significativi progetti. Ma noi eravamo le voci clamanti nel deserto. Quindici anni fa io organizzavo gi\u00e0 nella scuola di cui sono dirigente, la Direzione didattica del IV Circolo di Latina, un primo convegno sull\u2019insorgente bullismo, dieci anni fa contrassegnavamo il nostro P.O.F. con l\u2019emblematico motto \u201c<em><strong>Per Regola e Progetto<\/strong><\/em>\u201d a proclamare che non bastava il dinamismo dei progetti, pur importantissimi per lo sviluppo del micro-sistema, ma che occorreva richiamare in tutti il rispetto delle regole della civile convivenza, della sempre pi\u00f9 incrinata e minacciata legalit\u00e0. Come noi tanti altri inascoltati antesignani. E ora che i buoi sono scappati dalla stalla si tenta, anche in malo modo e con misure improvvisate se non pure demagogiche, di ricondurceli dentro. Quasi a dimenticare che <strong><em>non dipende tanto, o soprattutto, dalla scuola se l\u2019educazione dei ragazzi e dei giovani va alla deriva, quanto dalla famiglia stessa <\/em><\/strong>che non sa pi\u00f9 e non ha voglia di impegnarsi ad educare, dalla societ\u00e0, dalla televisione commerciale che propone continui, suggestivi e amorali condizionamenti consumistici, dalle mode giovanili imposte da tecniche di persuasione neanche tanto occulte. E\u2019 la caduta dei tempi, per Emile Cioran, e dei valori. Ed ecco cos\u00ec, dopo un dibattito giocato sotto l\u2019ombrellone di una politica sempre pi\u00f9 caratterizzata dall\u2019uso furbesco dei media, dai colpi di flash di agenzia e dalle puntualizzazioni, il blitz di un decreto legge sulla scuola, proprio a poche ore dall\u2019avvio dell\u2019anno scolastico. Mentore primo il ministro dell\u2019Economia Giulio Tremonti, che in una intervista su \u201cLa Padania\u201d del 12 agosto aveva gi\u00e0 parlato di ritorno al voto per la valutazione degli apprendimenti, di blocco delle adozione dei libri di testo per almeno un quinquennio, di maestro unico\u2026 Intenti positivi alcuni,\u00a0 meno altri. L\u2019inesperta ma volitiva giovane ministra dell&#8217;Istruzione Mariastella Gelmini, per cui l&#8217;introduzione del team di tre docenti alle elementari &#8220;<em>non corrispondeva a esigenze pedagogiche e formative<\/em>&#8220;, passava\u00a0 immediatamente all\u2019azione predisponendo il disegno di legge gi\u00e0 varato dal governo il 1\u00b0 agosto scorso e il decreto legge approvato in questi giorni. Niente confronto politico e sindacale, niente\u00a0 tempi lunghi propri dell\u2019iter parlamentare delle leggi ordinarie. Insomma, nel segno dei tempi, la politica dei proclami vuole anche arrivare a provvedimenti rapidi e incisivi senza troppe mediazioni. Non mi meraviglio e non mi scandalizzo neanche pi\u00f9 di tanto, anzi\u2026perch\u00e9, diciamocelo francamente, nel mondo della scuola erano via via entrati troppi interessi e privative in nome di presunte tutele. E il sindacalismo non \u00e8 meno colpevole della politica nell\u2019averci consegnato la scuola che abbiamo, nell\u2019aver mortificato il merito e l\u2019impegno, nel piattume della ricompensa a pioggia delle estenuanti contrattazioni integrative d\u2019istituto imposta dalle RSU cui \u00e8 impossibile per un dirigente scolastico controbattere. Questo governo i numeri parlamentari per imporre quello che vuole, nel bene e nel male, li ha tutti; ha perfino il confermato consenso dei suoi elettori non pentiti, come sembrerebbero assicurare i sondaggi puntualmente snocciolati, ma sono addirittura i suoi non sostenitori che, stufi delle intollerabili inerzie e dei paludosi esercizi sindacali, sembrano disposti ad aprire una linea di credito su alcune questioni di fondo. E cos\u00ec le misure anti-bullismo con la reintroduzione dell\u2019educazione civica, allargata all\u2019educazione stradale, e allo studio obbligatorio della Costituzione Italiana e le norme sul voto con il \u201c5 in condotta\u201d entreranno in vigore subito. Tornano i voti nella scuola primaria e secondaria di primo grado dove erano stati soppressi nel lontano 1977 con la legge n. 577 sulla spinta del clima antimeritocratico tipico del post-sessantotto. Dovrebbero tornare, e questo insisto a chiederlo io, le <strong><em>note di qualifica<\/em><\/strong> (le richiamate \u201c<em>pagelle<\/em>\u201d) per gli insegnanti e la possibilit\u00e0 di una carriera diversa per merito distinto. Basta con lo scandaloso clima buonista e consenziente del \u201c<em>siamo tutti uguali<\/em>\u201d, senza distinzioni tra chi lavora e chi no, tra chi tira la carretta e chi ci sale soltanto sopra per risparmiarsi ogni fatica di camminare. Giusto mi sembra il blocco imposto dei prezzi dei libri di testo e, perfino, la reintroduzione, fino al primo ciclo, di una divisa scolastica. Nel regolamento scolastico della mia istituzione questo c\u2019\u00e8 gi\u00e0 dal 1994 (non il grembiule, per\u00f2, ma una comoda tuta col logo) e tutti gli 800 alunni la portano con innegabili riscontrati benefici. Mentre sulla reintroduzione dal 2009, sia pure con gradualit\u00e0 cominciando dalle sole classi I, del maestro unico nella scuola primaria io avrei le mie motivate perplessit\u00e0, cos\u00ec pure sulla riduzione dell\u2019orario delle lezioni a 24\/27 ore settimanali. Questi ultimi due provvedimenti, seppure io non ami venerare i feticci che pure esistono numerosi e intoccabili anche all\u2019interno della scuola italiana, mi sembrerebbero ispirati soltanto da logiche tremontiane di austerity. Nel mio circolo didattico, gi\u00e0 solo per questo, si andrebbero a perdere 4-5 posti di lavoro al primo anno di messa a regime e cos\u00ec successivamente per almeno altri due anni. Un drastico ridimensionamento, un impoverimento di qualificate risorse umane e professionali di ben 12-15 operatori, tra docenti, assistenti amministrativi e collaboratori scolastici prospettato in un triennio e poi chiss\u00e0 (<em>moltiplicando\u00a0x 4.000 si\u00a0pu\u00f2 disporre gi\u00e0 di un primo dato\u00a0a valenza nazionale<\/em>)\u2026 E gli esuberi che fine farebbero, gli insegnanti a tempo indeterminato ritornerebbero a fare i supplenti itineranti o sarebbero destinati ad altre amministrazioni? E sicuramente, oltre il discapito di varie disfunzioni che si potranno registrare sul livello delle qualit\u00e0, i soldi cos\u00ec recuperati non andrebbero ad adeguare a livello europeo gli stipendi, ora da fame, dei fortunati che rimarrebbero in carriera. Ma \u00e8 un discorso pi\u00f9 ampio della sola funzionalit\u00e0 del sistema che coinvolge la solidariet\u00e0 verso tutti gli operatori, oltre i docenti gli ATA, e che mi preoccupa fortemente e a cui i sindacati della scuola hanno gi\u00e0 annunciato di opporsi, in particolare la Flc-Cgil\u00a0che ha gi\u00e0 annunciato di voler &#8220;<em>fare muro<\/em>\u201d contro il ritorno del <em>maestro unico<\/em>. Si dice che il maestro unico sia il maestro degli anni Cinquanta e Sessanta (ricordate l\u2019Alberto Sordi maestro nel film \u201cBravissimo\u201do quello di &#8220;Scuola elementare&#8221; di ALberto Lattuada?) e che pensare di reintrodurlo nella scuola di oggi sia grottesco, oltre che deflagrante per le consolidate migliori qualit\u00e0 della scuola primaria. Si evoca la pluralit\u00e0, la contitolarit\u00e0 degli insegnanti, il miglioramento dei risultati e la riduzione degli atteggiamenti magistrali selettivi. Soltanto commenti e giustificabili difese di parte, secondo me, e non, certo, verit\u00e0 apodittiche. Mi sembra infatti impossibile che, per una linea dettata dall\u2019emendamento degli sprechi evidenti (es. <em>contemporaneit\u00e0<\/em>), non possa esistere nessun altra forma di buona organizzazione alternativa ai pur apprezzati moduli\u00a0di tre docenti (<em>team<\/em>) introdotti dalla L. n. 148 del 1990 e che io ho sperimentato per primo a Sezze I Circolo, introdotto ante-litteram, valorizzato e valutato positivamente. Me, secondo l&#8217;OCSE, per il miglior risultato della scuola primaria lo stato italiano investirebbe pi\u00f9 risorse della media europea\u00a0<span style=\"font-family: Times New Roman; color: #000000;\">(con 6.835 dollari per alunno contro 6.252).\u00a0<span style=\"font-family: Georgia; color: #00002a;\">Insomma pare proprio che a spendere di pi\u00f9 si spenda meglio n\u00e8 si pu\u00f2, quindi,\u00a0attribuire<\/span><\/span>\u00a0il senso e il valore di una religione immutabile ad un\u2019organizzazione. Vorrebbe dire inchinarsi ai feticci esistenti (<em>idola tribus<\/em>). Peraltro, e lo sappiamo tutti nell\u2019ambiente, i risultati analizzati dalle indagini internazionali promosse dalla IEA (International Association for the Evaluation of Educational Achievement) con l\u2019OCSE-PISA ci descrivono una scuola primaria italiana che funziona bene, come anche la scuola dell\u2019infanzia di cui ricorre proprio quest\u2019anno il suo quarantennale (1968-2008). Successi quasi unici nel panorama scolastico italiano. E, allora, verrebbe consapevolmente da chiedersi perch\u00e9 l\u2019attuale politica (L.n.133\/2008)\u00a0non si accontenti di apportare soltanto i miglioramenti necessari all\u2019ottimizzazione del servizio pubblico del I settore ma<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #00002a;\"><a title=\"difendiamo-insieme-la-scuola-pubblica-latina-piazza-moro-fto-sergio-andreatta.JPG\" href=\"http:\/\/www.andreatta.it\/wp-content\/uploads\/2008\/10\/difendiamo-insieme-la-scuola-pubblica-latina-piazza-moro-fto-sergio-andreatta.JPG\"><\/a><\/span><\/p>\n<div><\/div>\n<p><span style=\"color: #00002a;\"><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><a title=\"difendiamo-insieme-la-scuola-pubblica-latina-fto-sergio-andreatta.JPG\" href=\"http:\/\/www.andreatta.it\/wp-content\/uploads\/2008\/10\/difendiamo-insieme-la-scuola-pubblica-latina-fto-sergio-andreatta.JPG\"><img decoding=\"async\" title=\"difendiamo-insieme-la-scuola-pubblica-latina-fto-sergio-andreatta.JPG\" src=\"http:\/\/www.andreatta.it\/wp-content\/uploads\/2008\/10\/difendiamo-insieme-la-scuola-pubblica-latina-fto-sergio-andreatta.miniatura.JPG\" border=\"0\" alt=\"difendiamo-insieme-la-scuola-pubblica-latina-fto-sergio-andreatta.JPG\" \/><\/a><a title=\"difendiamo-insieme-la-scuola-pubblica-latina-piazza-moro-fto-sergio-andreatta.JPG\" href=\"http:\/\/www.andreatta.it\/wp-content\/uploads\/2008\/10\/difendiamo-insieme-la-scuola-pubblica-latina-piazza-moro-fto-sergio-andreatta.JPG\"><\/a><\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #00002a;\">\u00a0voglia andare oltre fino ad uno stravolgimento cos\u00ec sbrigativo e radicale del sistema? In realt\u00e0 gi\u00e0 da cinque anni in molte scuole primarie italiane convivono con i team altri moduli organizzativi, ad es.diadici con un insegnante prevalente, che hanno garantito lo stesso buoni risultati di significativo apprendimento agli alunni sia pure nella continuazione di gravi squilibri esistenti tra scuole del Nord, di un ottimo Centro non secondo ad esso, e di un Sud mappato dalle indagini INVALSI a pelle di ghepardo, con poche isole di eccellenza e tanta mediocrit\u00e0 vasta e diffusa.<\/span> <span style=\"color: #993300;\"><strong>\u00a9 &#8211; <\/strong><a href=\"http:\/\/www.telefree.it\/news.php?op=view&amp;id=60034\"><strong>Sergio Andreatta <\/strong><\/a><\/span><\/p>\n<div><\/div>\n<p><span style=\"color: #993300;\"><\/p>\n<h3><span style=\"color: black; font-family: 'Lucida Sans Unicode';\"><strong><\/p>\n<p style=\"border-right: medium none; border-top: medium none; background: #eeeeee; border-left: medium none; border-bottom: #cccccc 1pt solid; padding: 0cm;\"><span style=\"color: black; font-family: 'Lucida Sans Unicode';\"><strong>Statistiche del blog\u00a0 <\/strong><a href=\"http:\/\/www.andreatta.it\/\"><span style=\"color: #7f1d1d;\"><strong>andreatta.it<\/strong><\/span><\/a><strong>\u00a0 <\/strong><\/span><\/p>\n<p>Attualmente vi sono <strong>264<\/strong>\u00a0articoli e <strong>293<\/strong> commenti, contenuti in <strong>13<\/strong> categorie culturali.<\/p>\n<p><\/strong><\/span><\/h3>\n<p><\/span><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Scuola italiana, l\u2019anno che verr\u00e0. \u00a0 di Sergio Andreatta \u00a0 Il primo settembre chiama tutti a scuola, tutti esclusi gli alunni che per un\u2019economia\u2026 turistica come \u00e8 quella del Bel Paese potrebbero tornare a scuola, secondo un\u2019ineffabile espressione della Gelmini, anche il 1 di ottobre. 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