1st Feb, 2022

1944. Un tuffo nella storia di Borgo Bainsizza.

Archivio Andreatta, 1944. Giulio Camillo Andreatta, Noris, Adris (Ida) e il piccolo Ambrogio (Ambrogetto).

Archivio familiare, 1944: Giulio Camillo ANDREATTA, mio padre, zia Noris, sua sorella e dietro Adris (Ida) l’altra più giovane e il piccolo Ambrogio, mio fratello con lo stesso nome del nonno paterno. Verso il muro della scuola, con il cappello chiaro in testa, zio Vittore (Ino) di profilo. Famiglia di pionieri della Bonifica provenuta da Paderno del Grappa (TV) undici anni prima. Il 18.12.1933, all’inaugurazione del Borgo, Noris arrivata da poco con i suoi dall’Altitalia era stata scelta dalla maestra Scarpa fra tutte le sue alunne per porgere un mazzo di fiori a Mussolini che le avrebbe allungato una carezza sulla guancia. Più devastante di un ciclone la guerra era appena passata, Roma era stata liberata e ora c’era il bisogno di ritrovarsi per pensare insieme e sentire altro come comunità, di contarsi, di sperare di abbracciare nuovi superstiti oltre quelli già rientrati dai vari fronti. Si leggeva nei volti di tutti il condiviso bisogno di guardare avanti, di costruire un futuro che avrebbe contenuto per sempre il recente passato… Dopo lo sbarco alleato di Anzio la notte del 21/22 gennaio del ’44, gli Americani avevano installato il loro Comando nel nostro Pod.769 di Borgo Bainsizza in Strada dello Scopeto 1 sulla direttrice per l’Appia e Cisterna. Al gen. Mark W. Clark, soprannominato “l’aquila americana”, piaceva molto la cucina di mia madre “Fanny” (Maria De Coppi) e si sdebitava regalando stecche di cioccolata e gallette. Avrò avuto cinque o sei anni quando, salito su una sedia, arrivai ad una mensola alta nella camera dei miei. In punta di piedi toccai una scatola, la presi. Estrassi una confezione ancora sigillata di gallette e la aprii. Ne tirai fuori tre e me le mangiai di buon gusto. Avevano una traccia di agrume, forse di pompelmo della California che il palato e la mente mi rimandano indietro ancora oggi dopo quasi settant’anni… Vicende narrate nel mio romanzo “769. Storie di Pionieri”, Aurore, 2005. Sergio Andreatta

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