Invito a conoscere una scuola pubblica italiana, il IV Circolo didattico di Latina.

A cura del dott. Sergio Andreatta, dirigente scolastico, e della dott. Annamaria Borrelli dello staff del dirigente. Biglietto da visita del sito istituzionale: www.quartocircolo.it .

 

quadrifoglio-logo-del-iv-circolo-didattico-di-latina.jpgIl IV Circolo Didattico di Latina, scuola moderna dotata di buone strutture, opera nell’omonima città del Lazio ubicata in prossimità del Mar Tirreno, a Km 60. uno della capitale sud. Latina, “Città Nuova”, “senza mura”, nel fondata nel 1932 (con il nome di Littoria al centro delle Paludi Pontine bonificate), è oggi abitata da più di 120,000 abitanti. Capoluogo della Provincia Pontina Costituita nel 1934 sul luogo delle antiche Paludi oggetto di bonifica integrale ad opera di Benito Mussolini e delle qualifiche ne Evoca ancora oggi la preesistenza ambientale con il Parco Nazionale del Circeo. Ricche sono le testimonianze archeologiche, Particolarmente significativa Nella Villa di Domiziano nel Comune di Sabaudia, nei siti dell’antica Urbs-Pometia di Satricum (Le Ferriere), di Foro di Appio (Borgo Faiti) lungo la consolare Via Appia (Regina viarum), di Claustra (Borgo Grappa) e di Torre Astura, e ancor più anticamente, in Quanto risalenti al paleolitico dei 5-15,000 anni prima di Cristo, nei siti di Casale Novo di Borgo Bainsizza, lungo la Valle del fiume Astura e di Colle Parito nei pressi -Parco del Lago di Fogliano (oltre Borgo Isonzo). Dalle campagne di scavo condotte da archeologi Alcuni di Università olandesi, come il dr. Attema e la Dottoressa Gnade, pura ospiti estivi delle nostre scuole di Circolo, Stanno emergendo pian piano dal letargo secolare in CUI giacevano significativo, ea volte imponenti, Tracce di città e civiltà scomparse dei Volsci e dei Romani. La Regione Pontina, grazie a queste ricerche archeologiche e stratigrafiche, va assumendo, così, una dimensione storica più completa e realistica, non limitabile alla sola celebrata o censurata (damnatio memoriae) diacronia del ventennio fascista della Bonifica Integrale (1928-33) o alla Antecedente Umile Civiltà delle Lestre (povere capanne adibite alla residenza stagionale di butteri, pastori e carbonai) sui bordi delle piscine o dei procoi (proto-piccoli caseifici per la lavorazione del latte di bufala e di pecora). Città multietnica, (Romagnoli Approdo di Veneti,, Dalmati, poi campani, abruzzesi, siciliani, pugliesi, Libici, …) registrazione Latina, oggi, anche una forte Presenza di stranieri: magrebini, Rumeni, Albanesi, Ucraini, Polacchi, sudamericani, cinesi , Indiani e, in minore quota, africani di varie nazionalità per una Presenza Attualmente complessiva stimata di poco inferiore alle 10,000 unità. Ogni etnia porta in se e per la conservazione del Orgogliosamente Alcune generazioni i Propri caratteri e una pagina significativa della propria storia e della propria cultura originaria, oltre Che della propria Necessità migratoria. La nostra Istituzione scolastica del IV Circolo Didattico “Carlo Goldoni” ancora contrassegnata, peraltro, da un tasso di frequenza di alunni stranieri medio-basso, è da anni Impegnata sul fronte dell’accoglienza e dell’integrazione interculturale Nella Società Pontina SIA dei Minori Che , ESSI Attraverso, dei Loro Stessi il Genitori Con il suo progetto educativo “La Scommessa Difficile”.

 

goldoni-fto-sergio-andreattal.jpgCon il varo dell’autonomia scolastica, Legge delega n. 59 del 1997, e L.C. del 18 ottobre 2001, n. 3, è Stata riconosciuta all’istituzione scolastica l’autonomia, Elevata uno di rango costituzionale Dignità, e la giurisdizione del IV CIRCOLO DIDATTICO di LATINA (LTEE004006@istruzione.it ), Precedentemente più estesa, è Stata territorialmente Sulle dimensionata e seguenti scuole:

 

SCUOLA PRIMARIA STATALE “C. GOLDONI “DI LATINA - Via Sezze 25 (Centrale del Circolo, con Uffici di Direzione e di Segreteria, tel. 0.773,692801, e-mail: info@quartocircolo.it ;

SCUOLA PRIMARIA “A. MANZONI “DI BORGO ISONZO, Tel. 0773.610635, e-mail: primariaisonzo@alice.it ;

SCUOLA PRIMARIA “G. MAZZINI “DI BORGO S. MICHELE, Tel. 0773.250183, e-mail: primariasmichele@alice.it;

SCUOLE DELL’INFANZIA “GIOVANNI PAOLO II” (a causa, rispettivamente ubicate ai numeri civici 25 e 33 di Via Sezze), tel. 0.773. 412.013;

SCUOLA DELL’INFANZIA “Carlo Collodi” di B. GO ISONZO, Tel. 0773.610635;

SCUOLA DELL’INFANZIA “CITTÀ DI LATINA” DI BORGO SAN MICHELE, Tel. 0773.400091 (nuova istituzione, inaugurata il 14 sett.2009).

• non è più funzionante, invece e non per nostra responsabilità, la Scuola in Ospedale S. Maria Goretti / “Progetto sociopsicopedagogico di aiuto ai bambini degenti ea supporto dei genitori”, Già attiva dal 1994 All’interno dell’Area Pediatrica del principale nosocomio pontino. (Chiusa nel 2008 con una ingiustificata decisione presa unilateralmente Dalla Direzione generale della AUSL di Latina. — Un colpo basso inferto alla Tutela dei diritti dei minori ricoverati - Ha commentato il Dirigente Scolastico prof. Sergio Andreatta — Tra l’altro proprio in Coincidenza del XVIII anniversario della Dichiarazione (1989) Universali dei Diritti dell’Infanzia dell’ONU da parte) -.

 

Istituito intorno agli anni ‘70, prima con sede in Via Duca del Mare (nel palazzo ex Teti) Nei pressi della principale Piazza del Popolo, il IV Circolo di Latina, dall’anno scolastico 1979-80 si è TRASFERITO, con I suoi Uffici direttivi, nel moderno Quartiere Isonzo (ex R6), All’interno del nuovo grande edificio di Via Sezze 25-33 (topograficamente di fronte alla Curia Vescovile sorta nei pressi della Chiesa del Sacro Cuore in Piazza Paolo VI). Chi lo volesse PUÒ ricercare più esaurientemente il filo rosso dell’azione pedagogica e la storia più recente della Direzione Didattica nel libro ” BAMBINI UNA VOLTA “Di Sergio Andreatta, © Il Quarto editore, Latina, 1998.

 

Dovuta parole-chiave, “Per Regola e Progetto“, Incidere come al motto in testa P.O.F. (Piano dell’Offerta Formativa), ne caratterizzano in sintesi la missione pedagogica. La “Regola”(mente legale) E il sta ad Indicare l’azione educativa alla convivenza civile Attraverso l’osservanza delle Fondamentali e condivise Regole Comunitarie e la promozione di Adeguate esperienze di comportamento sociale, “Progetto” (mente progettuale) La continua ricerca sostenuta per progettualità metodologica all’innovazione applicate, una conferma di finalità di che base si aprono uno sempre nuovi traguardi formativi e culturali, con riferimento alle Indicazioni Nazionali, e alle Aspettative delle Famiglie e del Territorio.

 

Nella sua autonomia didattica il IV Circolo si Ispira, quindi, agli indirizzi del Suo:

MANIFESTO PEDAGOGICO

DEL QUARTO CIRCOLO DIDATTICO LATINA

 

“PER REGOLA E PROGETTO”

Per Promuovere e Sviluppare personalità

Attraverso progetti,

Passi e percorsi creativi;

per educazione Costruire

alla convivenza civile e alla legalità

Attraverso l’osservanza

Comunitarie di regole condivise.

 

pof-per-regola-e-progetto-quartocircoloit.JPGAll’interno dell’Istituzione è viva e sostenuta la cultura della Valutazione dei processi e dei risultati in Obiettivo. Il Monitoraggio e la Valutazione interna, per autoanalisi d’Istituto, è a cura del Collegio dei Docenti; La Valutazione esterna è a cura dell ‘I.N.VAL.SI., Secondo i nuovi indirizzi emanati dal M.I.U.R, E di altri Nuclei di Valutazione via via coinvolti. E ‘in atto lo Sforzo di Rendere assiologicamente scientifico, e non varia LASCIATO alla discrezionalità, il controllo della variabile detta “a Rischio di autoreferenzialità”. Il monitoraggio dell ‘INVALSI per il 2009 (Dati integrali pubblicati sul sito istituzionalewww.quartocircolo.itNelle pagine in “Primo Piano”) qualifica e certifica la nostra scuola primaria (classi II e V) Come una delle migliori d’Italia, con risultanti sorprendenti SIA in lingua italiana Che in matematica (quasi 20 punti di sopravanzo su tutte le statistiche comparative di riferimento). Le varie forme di innovazione via via introdotte dal 1996 (I Premio assoluto “Casal delle Palme” venire della scuola Migliore Provincia) con il Multiprogetto “Bambini una Volta”, L’adesione ai vari monitoraggi dell’IRSAE sull’autonomia e dell’IRRE e nel 2003 l’adesione ad Alcune forme del Progetto Nazionale di Sperimentazione della Riforma E l’Approccio alle nuove Indicazioni Ministeriali (2007) Hanno predisposto il Collegio al cambiamento, al Protocollo dei processi e all’osservazione sistematica degli effetti in vista dell’ottimizzazione del servizio. Questo percorso è dinamico, work in progress per sua natura, mai definitivamente guadagnato. La Scuola ha Elaborato un Suo autonomo modello di Scheda personale di Valutazione dell’alunno, Parte intégrante di altre forme di certificazione dei saperi e delle competenze. Costanti rapporti diretti con i Genitori garantiscono la più proficua comunicazione tra i primi e più diretti attori del processo, Famiglia (educante) E Scuola (istruente). Ogni operazione avviene nel Rigoroso Rispetto della privacy.

 

Dirigente Scolastico del IV Circolo didattico di Latina dal 1992 è Il prof. Sergio Andreatta, Laureato in pedagogia ad indirizzo psicologico (110 e lode) e con successivi studi in sociologia. Vincitore del concorso ordinario nazionale del 1977 e, quindi, uomo di esperienza maturata Nella direzione dei processi educativi. Il suo curriculum vitae è anche sinteticamente pubblicato sul sito ufficiale del MIUR (www.istruzione.it / Operazione Trasparenza). Egli Continua a rappresentare una garanzia di continuità per l’utenza. Nel Suo personale venire collaboratrici ha voluto le ins. ti dott.ssa Annamaria Borrelli, Laureata in giurisprudenza e la dott.ssa Patrizia Testa, Laureata in Psicologia, Mentre la sig.ra Fulvia Giliberti svolge con spiccata competenza le Funzioni di DSGA, Direttore dei Servizi Generali e Amministrativi. Ad ogni plesso scolastico è preposta un’Insegnante ed una coordinatrice vice-coordinatrice designato dal Collegio dei Docenti con compiti di Ottimizzazione della rete scolastica. Nella Scuola principale, la “Carlo Goldoni” Che Dà anche il nome al Circolo, svolge La funzione di coordinatrice di Plesso l’ins. Franca Gataleta.

 

Il modello didattico adottato prevede una Scuola dell’Infanzia funzionante per 40 ore una-scuola-infanzia-del-quarto-circolo-latina.JPGsettimanali dal lunedì al venerdì (dalle 8 alle 16), con facoltà per il Genitore di Scegliere il turno di frequenza antimeridiana (8-13) in caso di Concessa Istituzione da parte dell’USR per il Lazio Nella sola Scuola C. Collodi (ove Unicamente sono predisposti idonei locali) e una Scuola Primaria uno ore 29 (di curricolo obbligatorio). Vieni richiesto Dalla maggioranza degli utenti un referendum con l’Istituzione Scolastica opera delle Nazioni Unite con Funzionamento didattico uno settimana corta. L’orario ordinario della Scuola Primaria è dalle 8,10 alle 13,30 con un giorno alla settimana di prolungamento (mercoledì o giovedì) fino alle 16,20. Poichè “la puntualità non è un optional” ma un dovere Il Dirigente Richiede collaborazione ai genitori (per il Patto di corresponsabilità educativa) per la scrupolosa osservanza dell’orario, senza riprovevoli Ritardi all’ingresso delle 8,10. Il Calendario scolastico dell’Istituzione di norma ricalca la falsariga di Quello Regionale del Lazio. Non Vengono tagliati giorni di funzionamento didattico per la Concessione di ponti se non Dopo una previsione di recupero del tempo deliberata dal Consiglio di Circolo (Regolamento scolastico).

 

Nell’ambito delle 29 ore, per precisa Strategia educativa del Collegio non è previsto l’affidamento di alcuna quota del curricolo di annunci esperti esterni. E questo non per un principio di autarchia ma semplicemente per il pieno Impiego di docenti interni non inferiore di competenza ma anche per una sempre più evidenziata carenza delle risorse assegnate dal MIUR e dell’USR. Attualmente, ma La situazione grave Finanziaria Potrebbe per ultimi indurci al cambiamento, per l’iscrizione / frequenza delle scuole del Circolo non è prevista alcuna richiesta di contributi volontari ai genitori. Malgrado Ciò, grazie anche ad Alcuni sponsor, l’offerta è sempre Stata Particolarmente ricca. Il ricorso uno competenze esterne PUÒ peraltro Avvenire, Durante l ‘ “Altro Tempo“In orario e con offerta aggiuntiva (Laboratori del Fare, Scommessa Difficile, ecc …).

 

Per motivi di identificazione e di sicurezza il “Regolamento di Circolo“Che ha stabilito Ogni alunno / a abbia l’Obbligo di indossare La divisa scolastica Stabilita in una tuta e in una t-shirt “Europa blu” con il logo della scuola (un quadrifoglio verde in un cerchio d’oro con l’intestazione dell’Istituzione). L’Inosservanza di tale norma Comporta la non Partecipazione alle attività esterne el’annotazione sulla Scheda personale di valutazione.

 

BREVE RASSEGNA DI ALCUNI PROGETTI DI CIRCOLO

Con il progetto Amico Quadrifoglio Vengono INTRAPRESE sistematiche azioni didattiche di compensazione, su misura, personalizzato e di rinforzo del livello cognitivo, specie per la lingua italiana e la logico-matematica.

Con il progetto denominato La Scommessa difficile, Si facilita l’avvicinamento degli alunni stranieri alla Società e alla lingua italiana, si promuove l’integrazione sociale sul territorio, si valorizzano gli aspetti metacognitivi Ogni storia di (case-lavoro). Per gli aspetti ludici Il percorso si integra con altri Diversi e Autonomi progetti.

 

Con l’Osservatorio permanente del disagio E Lo Sportello psicologico, Diretto da causa nostre insegnanti psicologhe (Patrizia Testa E Mariagloria Evangelisti) Regolarmente iscritte all’albo, anche in Cooperazione con il Servizio materno infantile della TMSREE e altre consimili Agenzie private operanti in città, si attiva il monitoraggio continuo delle SITUAZIONI uno Rischio el’approntamento di linee d’intervento sulla manifestazione dei disagi (counseling, …).

 

Con il progetto L ‘ “H” Che Vale “, Coordinato Dalla ins.te psicologa Rosita Spadon, Si delineano (nda GLHI / GLHO) I percorsi didattici Integrativi e con Obiettivi ben definiti A favore dei bambini diversamente abili. Con un Progetto di Continuità educativa e didattica si agisce in continuità diacronica tra i vari ordini di scuola (Seguente e precedente) e sincronica (Famiglia e negoziando gli stili) Scuola educativi.

 

E ’stato chiuso Dalla ASL, lo ribadiamo con rammarico ancora una volta, apprezzato l’ Progetto sociopsicopedagogico di aiuto al bambino degente e di Sostegno alla Famiglia, SCUOLA IN OSPEDALE S. MARIA GORETTI. Elaborato nel novembre del 1992 Dallo psicopedagogista Sergio Andreatta, attivato nel 1994 e Successivamente ampliato in un Progetto Andrea Fondamentale con la collaborazione dell’A. Ge. (1995) e il successivo supporto dei Cavalieri di Malta (1999), è ANDATO via via estendendosi e qualificandosi, nei Suoi originali caratteri interistituzionali, grazie alla significativa collaborazione di altre scuole pontine Chiamate ad entrare in rete (2000), come la Scuola Media Statale A. Volta (Premio Livio Tempesta 2003 con “Allegria in Pediatria”) e la SMS G. Giuliano. La Scuola in Ospedale (già parte sostanziale del Progetto Andrea) Promosso e ha creato in tutti I suoi 13 anni di significativo funzionamento, Attraverso Molteplici iniziative di gratificazione psicologica e di Sostegno didattico, un clima di benessere nei bambini in cura, valorizzando le relazioni con le famiglie e le scuole di provenienza. Tale parte era Scuola importante del Rete “Scuoleinospedale” d’Italia del Ministero della Pubblica Istruzione. Nel 2003, decennale del Suo funzionamento, la “Scuola in Ospedale S. Maria Goretti” (LTAA004045) Aveva ottenuto importanti riconoscimenti, anche da parte dello stesso M.I.U.R., Ed il Raddoppio dell’organico docente. Questa significativa esperienza di “scuola fuori della scuola“Libro Ormai anche Documentata in una rigogliosa bibliografia e in tante presentazioni in importanti convegni di studio (Si cita, per tutti, il “Quando a scuola si va in pigiama”, A cura di P. Trotta dell’IRRE Lombardia, FrancoAngeli Ed.., MI, 2003), non rientrando purtroppo nell’Atto aziendale della AUSL (Chissà perché?) E Nella sua idea di “impostazione“Per il reparto materno-infantile dall’Ospedale di Latina, è Stata definitivamente chiusa a partire dall’anno scolastico 2007/08 (Lettera, prot. 15.354, indirizzata al Dirigente scolastico dott. Sergio Andreatta dal Direttore Generale della AUSL di Latina Ilde Coiro , un seguito di istruzione da parte del dott. Carlo Saitto).

 

Al bambino ammalato la nostra Istituzione PUÒ continuare ad offrire, comunque, la Scuola Domiciliare con tutti i sostegni DI CUI Egli Possa Temporaneamente Avere Bisogno. Consolidare Nella migliore tradizione dell’Istituzione sono le Chiamate significativo alla solidarietà verso gli altri con Il Circolo della Solidarietà Che Ogni anno attuazione, grazie ai contributi di alunni e genitori, iniziative varie (pro Caritas, Pro niños della Missione di Esmeraldas di Madre Camilla Andreatta (Progetto Educamy), un sostegno di altri progetti umanitari).

Con il Trinity, Progetto di eccellenza (2 Corsi) della lingua inglese, Condotto Dalla Prof.ssa Annalisa Bevivino (coord.) e da Maria Grazia Stamegna si creano fin da piccoli buoni Presupposti per la comunicazione e la Relazione internazionale.

Nell’ambito del PROGETTO PONTE, Che agisce coordinandosi in continuità fra classi e scuole, Ogni anno a maggio preparate Dalla Prof.ssa Sonia Lungo Si effettuano, nell’ampio parco, Nella palestra della C. Goldoni, ma anche al Campo CONI provinciale le MINIOLIMPIADI (Nel XIII edizione 2010) per e con gli alunni delle scuole PRIMARIE e le BABYOLIMPIADI per e con gli alunni delle Scuole dell’Infanzia: settimana di manifestazioni sportive GIUOCO-Che richiama da sempre sulla nostra Istituzione l’interesse della Città e dei mass-media.

 

Per gli aspetti originali DI CUI sopra, e specificatamente per “sport & solidarietà“, Una consistente rappresentanza della scuola, guidata dal Dirigente, è invitata Stata Il all’Altare della Patria 20 settembre 2005 all’inaugurazione ufficiale dell’Anno scolastico da parte del Capo dello Stato CACiampi. Evento Destinate uno rimanere Nella memoria collettiva della scuola. Anche l’edizione di QUEST’ANNO delle MINIOLIMPIADI prevede lo svolgimento di Alcune fasi, oltre Che NEGLI spazi e Nelle palestre interne, allo Stadio Provinciale del CONI.

 

In primavera Viene organizzato in collaborazione con le Case Editrici e La partecipazione diretta di Alcuni genitori, “Amico Libro“Settimana dell’editoria per ragazzi Che riscuote sempre un grande successo tra i bambini. Viene dato grande impulso nel corrente anno scolastico alla promozione della lettura Attraverso la sistematica fruizione individuale e di classe della Biblioteca centrale “Angelica De Carolis” Presso la Scuola “C. Goldoni” ove al Suo interno opera stabilmente un’insegnante distaccata (Anna Pompeo).

 

ESISTE da sempre una forte interazione di continuità tra le nostre Scuole e le Comunità e le Agenzie del Territorio Pontino e naturalmente con le iniziative lanciate e sostenute dal vicino PalaCultura (Teatro Ragazzi Latina). Nel 2006-’07 il Progetto di Circolo condiviso da tutte le scuole pontine in rete e Patrocinato dal Comune di Latina - Assessorato alla Cultura-, E Stato incentrato sul tema “La Pace tra Culture e Popoli”. Al termine del percorso la Scuola Primaria di Borgo San Michele ha prodotto al PalaCultura di Latina uno spettacolo di grande effetto dal titolo “Una scelta difficile”. Lo spettacolo è Stato Preceduto Dalla pubblicazione di un libro (“Parole di Pace” ) Che limerick raccoglie e tautogrammi scritti dai bambini. Il Progetto in Rete per il corrente anno 2009-’10 per verte sul tema significativo de “La Conoscenza del Territorio Pontino prima della Bonifica“.

Ne novembre 2007 Dopo oltre un mese di impegno, il IV Circolo didattico di Latina è Stato proclamato vincitore delle Cartoniadi 2007, Le Olimpiadi Laziali della Carta promosse Tra tutte le scuole del capoluogo e tra le Province del Lazio dall’Ufficio Ambiente della Regione e da Latina Ambiente. L’Obiettivo era e rimane Quello di Promuovere e affermare NEGLI studenti il principio della raccolta differenziata dei rifiuti, la raccolta e il riciclaggio della carta. Questo evento testimonia dell’attenzione da solista esistente All’interno della scuola per le tematiche ambientali.

I Genitori di tutte le classi e di tutte le sezioni Collaborano all’organizzazione e Partecipano Durante l’anno, con Funzione di co-Educatori, alla realizzazione del Piano delle visite culturali. Per tutelare meglio l’Alunno da responsabilità civile verso terzi Ogni Genitore DEVE Sottoscrivere all’inizio dell’Anno, con il versamento di una modesta quota (5 €. circa), Una Polizza di assicurazione integrativa (Dal Regolamento di Circolo). Sono PREVISTE visite di più giorni e la frequenza di campi-scuola per gli alunni delle classi V della primaria.

In-Formare: Scuola Genitori“Dalla salute è Un’iniziativa Che prevede Incontri informativi e formativi sui temi,, all’alimentazione (Saperi & Sapori Finanziamento regionale con), all’educazione, più attinenti La funzione educativa dei genitori. L’azione e Promossa Viene offerta gratuitamente Dalla direzione didattica, in collaborazione con altre agenzie qualificate e / o singoli esperti esterni.

Il IV Circolo Didattico di Latina gode di una buona Valutazione di qualità tra le agenzie preposte ad hoc, e tra l’utenza (Valutazione Percepita). E ‘in questo senso Che il Comune di Latina con varie Determinare ha inteso che uno affidare questa Direzione Didattica e Direttamente allo staff del Suo Dirigente, psicopedagogista Sergio Andreatta (che ha inteso che svolgerlo lui uno titolo gratuito), l’incarico della formazione in servizio (4 Corsi) di tutte le direttrici e le insegnanti delle 8 Scuole Comunali dell’Infanzia di Latina con l’intento di una Loro riqualificazione metodologica dall’interno. Al termine del F.I.S., Corso di formazione di annualità dovute in 2 Ciascuna Moduli, nell’ultima fase durata dal 2 luglio al 19 settembre 2007, è proposto Stato e siglato, per la prima volta Dall’inizio del Loro funzionamento, oltre cinquant’anni fa, un “REGOLAMENTO COMUNE“Identificativo dell’offerta erogata dalle otto Scuole Comunali dell’Infanzia del Comune di Latina

 

Con questo nostro biglietto da visita abbiamo voluto proporci ai lettori per Quello che Effettivamente siamo: una scuola in crescendo, aperta alle progettualità, alle attività laboratoriali (per quanto sostenibile con i tagli di organico e di risorse finanziarie) e alle Nuove Tecnologie. MOLTI progetti delle Associazioni socioculturali, Più qualificanti e più affini con i nostri obiettivi, trovano accoglienza favorevole e ampio spazio di autogestione realizzativa All’interno del Circolo nel pomeriggio (mini basket, pallavolo, baseball, arti grafiche e plastiche) e nell ‘ “Altro Tempo“Del sabato mattina (Ballo Latino-Americano). Molte sono le Associazioni Che trovano Ospitale appoggio Nelle strutture della scuola, Aula Pacis O per la, Palestra presentazione di libri, a volte in anteprima nazionale, ol’effettuazione di concerti. Anche in questo l’Istituzione non intende estraniarsi dall’esercitare una riconoscibile Funzione di centro di promozione socioculturale nel territorio. All’interno della C. Goldoni abbiamo voluto così Che operassero stabilmente tra le più significative a causa Associazioni culturali di ogni Oltre Dieci, Latina anni la Corale S. Marco, Fondata nel nel gen. 1933, una delle più gloriose RAPPRESENTANTE associazioni culturali e polifoniche, non Soltanto del capoluogo ma d’Italia e, per l’utilità del Suo consonante formativo fine, L’Università per Tutte le Età (U.P.T.E.L. / www.uptel.it ), Associata alla FIPEC. All’Associazione Culturale Dream Orange Erano Stati Affidati Temporaneamente in uso, al fine dell’Istituzione di una Ludoteca, gli ambienti della ex Casa del custode. Ma il progetto sta Incontrando Difficoltà impreviste (adesioni libere) per CUI Il Consiglio di Circolo sta valutando la richiesta di riconsegna dei locali necessari ad altri scopi.

 

QUARTInforma E il Foglio informativo Che porta Periodicamente Nelle caso dei nostri utenti il segno e il senso dei progetti, dei processi o anche delle semplici nostre intenzionalità educativa.

 

Gli Uffici di Segreteria operano dalle 8 alle 17, 30, escluso il sabato.

 

APERTURA all’utenza:

 

Tutti i giorni dalle 11,00 alle 13,30

Lunedì dalle 11,00 alle 13,30 e dalle 15,30 alle 17,00

 

E-mail: LTEE004006@istruzione.it  

              info@quartocircolo.it .

Dirigente (Sergio Andreatta): e-mail: carodirettore@quartocircolo.it E tel. diretto 0773.473728

 

Un sentito ringraziamento va a tutta la Stampa Pontina che segue con interesse le iniziative della nostra Istituzione Scolastica.

 

  

 

Per il non vedersi l’amore svanisce,

per il troppo vedersi anche svanisce,

per i discorsi dei malvagi svanisce

e pure senza motivi svanisce.

(Hala Satavahana, Sattasai, II sec. d.C.).

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L’età non può appassirlo

nè l’abitudine rendere insipido

la sua varietà infinita…

(W. Shakespeare, Macbeth, 1605).

E ora alcune foto di Sergio Andreatta dalla Basilica dedicata a San Valentino, vescovo di Terni e patrono di tutti i cuori innamorati. Nell’ultima è ripresa la lapide, dedicata dal Municipio, che ricorda il passaggio in città dell’eroe dei due mondi, Giuseppe Garibaldi che in quella casa ospitale, proprio adiacente alla chiesa, dormì in compagnia della sua amata Anita. Episodio destinato ad aumentare la leggendaria aura pro-innamorati. Quindi se non sai più dove andare per salvarlo, è qui che devi venire per deporre con fede il tuo voto d’amore. E non soltanto oggi, 14 febbraio 2010, ricorrenza di San Valentino.

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12th Feb, 2010

Latina oggi dopo la neve

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Quando raramente cade la neve a Latina non è mai la prima né l’ultima ma semplicemente l’unica della stagione. Giovedì grasso cominciò a nevicare che stavamo a scuola, a falde simili a petali di anticipati fiori di mandorlo. Gli alunni stavano a guardare ammirati con il naso schiacciato sui vetri. Il cielo sembrava essersi abbassato per loro all’improvviso, diventando bianco e vaporoso. Il pomeriggio, poi, fiocchi a falde più larghe cadevano come stelle filanti di carnevale spinti in orizzontale da un leggero vento di Tirreno. Alla fine tanto per lasciarci l’illusione si era formata una coltre scialba di pochi centimetri. Ma sui Lepini alti si era formata un’altra visione. © - Sergio Andreatta

 

 

Pareri opposti tra maggioranza e opposizione. E benchè nella logica dei tagli di risorse comunque un tentativo, forse pure tardivo dopo 38 tentativi falliti, di recupero della serietà. Mancano i decreti attuativi e ci sono solo gli schemi di regolamento ma le famiglie italiane devono decidere entro la fine di marzo dove iscrivere i loro figli se ai licei o agli istituti tecnici e professionali.  

sergio-andreatta1.jpgSi comincerà dal prossimo anno scolastico dalle sole classi prime. La Scuola Superiore italiana cristallizzata, per qualcuno anche sclerotizzatasi, nella riforma Gentile dal 1923 (con aggiunte nel 1929 allorché venne introdotto il Liceo scientifico e ulteriore qualificazione nel 1939 con la riforma del ministro Bottai cui va il merito di una significativa razionalizzazione della media inferiore) sembra ora destinata a voltare pagina. Ci avevano provato in tanti prima, ministri di buona volontà, senza mai riuscirci. Dagli anni cinquanta in poi le vere significative riforme sono state, a mio avviso di psicopedagogista e dirigente scolastico, quella della scuola media che con la sua unica offerta formativa del 1962 avrebbe permesso la risoluzione dello iato delle due culture (chiusura degli avviamenti) e ancora la L. n. 444 del 1968 che avrebbe provveduto ad istituire, cominciando poi a generalizzarla sul territorio, la scuola materna statale. Più di quanto non si creda quest’ultima legge, a parer mio, ha favorito l’autonomia lavorativa e l’indipendenza economica delle donne italiane che potevano così entrare per la prima volta in massa nelle fabbriche come operaie e negli uffici per gli impieghi. In pieno boom industriale con la L. 24.09.1971, n. 820 veniva istituito il tempo pieno nella scuola elementare, o meglio la scuola integrata a T.P. Un’operazione significativa anche dal punto di vista dell’assistenza familiare ma che soltanto con il combinarsi di alcune situazioni favorevoli - attenzioni devolute dalle Amministrazioni locali - poteva produrre eccellenti risultati. E questo detto per esperienza diretta da me, Sergio Andreatta, che sono stato insegnante nella S.I. a T.P. di Aprilia (II Circolo didattico), la prima della Provincia di Latina, su cui ho anche pubblicato (in ECONOMIA PONTINA) un saggio nel 1978. Nel 1990, infine la L. n. 148 riformava, non soltanto nei vecchi Programmi del 1955, la scuola elementare introducendo gli ambiti disciplinari e, al posto dell’insegnante unico, i moduli con tre insegnanti per due classi. Si apriva una grande stagione di qualità pedagogica e di ricerca-azione didattica che traguardava questo nostro ordine di scuola verso i primi posti delle classifica O.C.S.E…. La L. n.104/’92 razionalizzava la provvidenza del sostegno per gli alunni diversamente abili prevedendo come base di partenza l’acquisizione di una “diagnosi funzionale” rilasciata dalla ASL… Ora le novità riguarderanno, invece, i licei, e gli istituti tecnici e professionali, con una revisione dei quadri orari (meno ore settimanali ma tutte di 60′), un rafforzamento dell’insegnamento di matematica e scienze, la quasi scomparsa (purtroppo in un mondo che si va estendendo per tutti) della geografia e, soprattutto, un deciso sfoltimento degli indirizzi. E quest’ultimo punto mi sembra, francamente, un punto molto promettente e positivo a vantaggio dei core curricula. Nei decenni passati tutto un pullulare di sperimentazioni (razionalizzate un pò, ma non troppo, dall’art. 278 del D.Lvo n. 297/’94), anche a casaccio pur di lusingare l’aumento delle iscrizioni nel proprio istituto, aveva finito col creare confusione nei genitori al momento delle scelte, causando poi in retroazione infinite amarezze negli studenti per le molte aspettative disattese. Questa riforma prevede ora il necessario sfoltimento degli indirizzi di studio: i licei diventeranno 6, passando dagli attuali 450 indirizzi tra sperimentazioni e progetti assistiti; gli istituti tecnici da la-scuola-e-finita.jpg10 con 39 indirizzi si ridurranno a 2 con 11 indirizzi e lo stesso gli istituti professionali che da 5 corsi e 27 indirizzi passeranno a 2 corsi e 6 indirizzi. Una decisa volontà di semplificazione, quindi, che dovrebbe andare a tutto vantaggio, speriamo, della robustezza dei nuovi piani di studio. Non è creando infinite e inverificate possibilità di scelta, infatti, che si disegna necessariamente una scuola migliore. Troppe (cosiddette) sperimentazioni, troppi progetti mai controllati e mai monitorati, mai obiettivamente valutati per il loro effettivo valore sono stati causa di verticali cadute della qualità del Piano dell’Offerta Formativa (P.O.F.). Per una legge fisica il semplice è più trasparente e verificabile del complesso. Brocca si è speso bene per i suoi tempi ma se alla lunga non si è andati poi a verificare e non si è dato seguito a indipendenti e attendibili procedure di valutazione sulle ipotesi programmate, si è finito col minare la credibilità stessa della scuola e col gettare al vento anche notevoli risorse che potevano essere sicuramente meglio indirizzate e che, invece, sono state dirottate unicamente all’ampliamento quantitativo dei posti necessari alla copertura delle nuove artificiali esigenze pure andando a provocare, come conseguenza, sacche di ulteriore precariato. Certo qualcosa di buono, tra lo sperimentale e l’innovativo, si poteva anche salvare. In un cahiers des doléances si potrebbero registrare molte critiche, anche nei confronti degli stessi sindacati spesso in patti spartitori con molti governi. Ma a testimoniare il declino della Scuola Superiore italiana basterebbe citare, per farla breve, la collocazione in graduatoria OCSE-PISA, costantemente penosa, della stessa: mai inclusa prima del 23° posto in classifica (dal 2008 al 36° con dimostrate lacune di apprendimento significativo in matematica e nella lingua madre). Quindi si avvia ora, quasi a chiudere le porte della stalla a buoi ormai fuggiti, un tentativo di semplificazione e di forte recupero della qualità. Ci si riuscirà? L’opposizione ha attaccato duramente il governo, con Bersani e Fioroni già fautore come ministro della pubblica istruzione di alcuni innovativi e significativi provvedimenti (innalzamento dell’obbligo scolastico a 16 anni, ora riposizionato a 15, e nuove Indicazioni Nazionali per il curricolo), imputandogli una politica di tagli più che di scelte strategiche coraggiose. Ma è nell’interesse di tutti che, senza pregiudiziali di parte, qualcosa si muova perché così non si poteva più realisticamente andare avanti. Staremo, comunque, a vedere perché altri nodi di sicuro potrebbero emergere, da quello della riduzione degli organici del personale docente e ATA, a quello sostanziale del taglio delle già precarie risorse destinate dal Governo alle istituzioni scolastiche. Povertà da tagli ben sperimentate, in questi giorni sulla loro pelle, da tutte le istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado del Paese alle prese con la quadratura dei bilanci preventivi, dove dirigenti scolastici e direttori amministrativi non riescono ad elaborare e a far approvare dai Consigli, a livelli di minima autosufficienza economica, il loro Programma annuale finanziario 2010, tecnicamente anche a causa dell’avara ed oscura nota ministeriale 9537 del 14 dicembre scorso ma soprattutto per le critiche alla politica della lesina del Governo. Il presidente del Consiglio Berlusconi, al termine della riunione di Governo di giovedì, non ha tradito naturalmente la sua soddisfazione quando, dopo aver ricordato che ” la scuola attuale non sforna ragazzi con cognizioni adeguate alle richieste del mondo del lavoro” ha promesso che “con queste riforme dal prossimo anno scolastico avremo delle scuole che possono essere comparate a quelle degli altri paesi europei”. Tutti e di ogni parte politica concretamente se lo augurano, magari rinunciando anche un pò alla critica esasperata e diversamente potendosi impegnare ognuno nella costruzione (pars construens) del miglioramento. In questi decenni si sono realizzate nel sistema-scuola italiano pure tante cose buone, tante esperienze di ricerca-azione che sono potute diventare patrimonio condiviso. Specie in quelle scuole elementari e dell’infanzia che tutti nel mondo ci invidiano (un po’ meno ora col maestro unico o prevalente nella primaria imposto dalla L. 28.03.2003 n. 53 - la cosidetta riforma Moratti - e norme confermative seguenti).”La riforma dell’istruzione tecnica per la prima volta colloca questo segmento di istruzione non in serie B” ha per un verso sottolineato, dopo i generali toni trionfalistici (di “riforma epocale”) il giovane ministro dell’Istruzione, Mariastella Gelmini. Ma non so se il solo riordino, la semplificazione, lo sfoltimento degli indirizzi basteranno di per sé a portare il miglioramento voluto. Sarebbero necessarie soprattutto nuove risorse e premialità consistenti per la valutazione dei meriti, al personale più appassionato, impegnato e competente. Diamo ai docenti migliori ciò che è migliore, uno stipendio più consono alle loro prestazioni, decretando la morte del non-senso, del principio di generalità. Diamo però anche agli studenti, in una società che non può che essere nelle sue multiculturalità inclusiva, un’effettiva condizione per l’esercizio delle pari opportunità, una buona chance contro la dispersione scolastica. Sulla valutazione del merito e la distinzione dei ruoli, invece, si sono commessi errori un po’ da tutte le parti. Penso ad es. alla L. 469 che nel 1978, sulla base del principio di “tutti marescialli” alias “tutte maestre anche le assistenti” voluto dai sindacati, andò ad abolire una figura essenziale per il buon funzionamento della scuola materna, quella di un’assistente ogni due sezioni. Pensate voi a quanto poteva essere utile questa aggiuntiva figura di collaboratrice subordinata per il migliore funzionamento di sezioni composte da 28 piccoli alunni e ora anche da bambini, a seguito degli anticipi, di soli 2 anni e mezzo di età. © - Sergio Andreatta, psicopedagogista e dirigente scolastico decano dell’USR per il Lazio.

Ed ecco in sintesi quello che prevede la riforma Gelmini: 

LICEI

Da quasi 450 indirizzi (tra sperimentali e progetti assistiti) si passa a sei licei: classico, scientifico, linguistico, artistico (articolato in sei indirizzi per facilitare la confluenza degli attuali istituti d’arte e garantire continuità ad alcuni percorsi di eccellenza), musicale e delle scienze umane (questi due ultimi licei sono vere new entry). Nel classico verrà introdotto l’insegnamento di una lingua straniera per l’intero quinquennio, potenziando anche l’area scientifica e matematica. Nello scientifico tradizionale è aumentato il peso della matematica e delle discipline scientifiche; è prevista una nuova opzione delle “scienze applicate” che raccoglie l’eredità della sperimentazione scientifico-tecnologica. Il linguistico prevede sin dal primo anno l’insegnamento di tre lingue straniere, dal terzo anno una materia sarà impartita in lingua straniera (dal quarto anno le discipline insegnate in lingua straniera diventeranno due). Nel liceo musicale saranno istituite 40 sezioni musicali e 10 coreutiche; potranno essere attivate in convenzione con conservatori e accademie di danza. Il liceo delle scienze umane sostituisce il liceo sociopsicopedagogico ed è prevista la possibilità di attivare una sezione economico-sociale. Tra le altre novità introdotte per i licei, oltre a un incremento orario della matematica, della fisica e delle scienze, c’é la presenza obbligatoria dell’insegnamento di una lingua straniera nei cinque anni con almeno 99 ore annuali ed eventualmente di una seconda lingua straniera usando la quota di autonomia, la presenza delle discipline giuridiche ed economiche nel liceo delle scienze umane, nell’opzione economico-sociale e negli altri licei attraverso la quota di autonomia (20% nel primo biennio e nell’ultimo anno e del 30% nel secondo biennio), insegnamento nel quinto anno di una materia in lingua straniera, latino obbligatorio nei licei classico, scientifico, linguistico e delle scienze umane e negli altri previsto come opzione. Tutti i licei prevederanno 27 ore settimanali nel primo biennio e 30 negli anni successivi con alcune eccezioni (nel liceo classico negli ultimi 3 anni sono previste 31 ore per rafforzare la lingua straniera; nell’artistico fino a 35 ore e nel musicale fino a 32 ore). 

ISTITUTI TECNICI

Da 10 settori e 39 indirizzi si passa a 2 settori - economico e tecnologico - e 11 indirizzi. Tutti gli attuali corsi e le relative sperimentazioni confluiranno gradualmente nel nuovo ordinamento. L’orario settimanale sarà di 32 ore di 60 minuti (ora sono 36 ore di 50 minuti). Sono previsti più laboratori: negli indirizzi del settore tecnologico 264 ore nel biennio e 891 nel triennio. Ulteriori risorse di personale saranno assegnate alle scuole per potenziare le attività didattiche di laboratorio. I nuovi istituti sono caratterizzati da un’area di istruzione generale comune ai due percorsi e in distinte aree di indirizzo legate al mondo del lavoro e al territorio. Avranno, inoltre, a disposizione ampi spazi di flessibilità (30% nel secondo biennio e 35% nel quinto anno) in aggiunta alla quota del 20% di autonomia di cui già godono le scuole per valorizzare settori produttivi strategici (cartario, costruzioni aeronautiche, ecc..). Sono state incrementate le ore di inglese (con la possibilità di studiare altre lingue) e favorita la diffusione di stage, tirocini e l’alternanza scuola-lavoro.

ISTITUTI PROFESSIONALI

Da cinque settori e 27 indirizzi si passa a 2 macro-settori - servizi e industria/artigianato - e 6 indirizzi. I professionali avranno un orario settimanale corrispondente a 32 ore di lezione (ora 36). Avranno maggiore flessibilità rispetto agli istituti tecnici (25% in prima e seconda classe, 35% in terza e quarta, 40% in quinta, in aggiunta al già previsto 20% di autonomia). Il percorso è articolato in due bienni e un quinto anno. Gli istituti professionali potranno utilizzare le quote di flessibilità per organizzare percorsi per il conseguimento di qualifiche di durata triennale e di diplomi professionali di durata quadriennale. Anche in questo comparto di istruzione sono previsti più laboratori, stage, tirocini e alternanza scuola-lavoro per apprendere, soprattutto nel secondo biennio e nel quinto anno, attraverso l’esperienza diretta. 

bv1.JPGIl 27 gennaio sono iniziati i Corsi per Baby Vigili nella Scuola Statale Primaria “G. Mazzini” di Borgo San Michele. Nei giorni precedenti è avvenuta l’anteprima di presentazione della II Annualità del Corso per ragazzi della scuola primaria e media del Borgo. A promuoverlo è ancora l’Associazione Culturale “Villaggio Capograssa” di Maurizio Marcato (presidente) e Carlo Genovesi (segretario). Dopo il grande successo riscosso nella precedente edizione del 2009, si rendeva sicuramente necessaria la replica di quest’anno. Per 30 ragazzi, dagli 8 ai 12 anni del Borgo, ecco offerte tante occasioni per imparare buone pratiche di educazione stradale durante le 20 ore (10 incontri) che si svolgeranno, due giorni alla settimana, a partire da ieri nella Scuola Mazzini del IV Circolo didattico “Carlo Goldoni”di Latina diretto dal prof. Sergio Andreatta che ha assicurato il bv2.JPGsuo patrocinio e la più ampia collaborazione attraverso la coordinatrice di plesso ins.te Luciana D’Incertopadre. “Qualsiasi progetto basato sul rispetto delle regole della convivenza civile – ha detto il dott. Sergio Andreatta - è importante e meritorio oggi e anche - ha aggiunto - coerente con il nostro P.O.F. istituzionale ”Per Regola e Progetto“. Alla fine del percorso condotto da docenti dell’ACI di Latina per i bambini ci sarà la soddisfazione morale del conseguimento dell’attestato (credito formativo per le competenze in educazione stradale raggiunte) oltre l’opportunità di vedersi consegnati bv3.JPGgadgets, di indossare cappello e divisa e di poter maneggiare la paletta da… vigile. Un’emozione davvero forte, quindi, ed un successo ancora una volta pronosticabile per la promotrice Associazione culturale. Un progetto, sponsorizzato dalla Regione Lazio, dalle Amministrazioni Provinciale e Comunale, in collaborazione con l’ACI, la Stradale, la Polizia municipale e la Prefettura di Latina. All’anteprima di oggi erano presenti numerose Autorità (foto 1, 2, 3) in rappresentanza dei vari Enti tra cui il vice prefetto dott. Maurano e l’on. Giovanbattista (Titta) Giorgi presidente dell’ASTRAL. Ha brillantemente presentato la manifestazione il giornalista e scrittore Paolo Iannuccelli.

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Una puntata veloce all’Abbazia di Fossanova

Quando due cuori si amano possono trovare qui la benedizione di Dio.

                                                                                                                    di Sergio Andreatta

 

sergio-andreatta-e-rosamaria-pirri-sposi-abbazia-di-fossanova.jpgPer cogliere tutte le sfumate e magiche suggestioni del posto sarebbe meglio venirci in primavera o nelle altre stagioni di mezzo ma anche nei freddi giorni di questa epifania 2010 l’antico borgo mantiene tutta la sua magnificenza… Con lo scavo della cloaca o “fossa nova”, primo tentativo di bonifica dell’agro pipernate operato dai cistercensi a partire dal 1134-35, prese avvio il risanamento delle fertili campagne allo sbocco della Valle dell’Amaseno ai piedi dei Monti Lepini. Ma un’abbazia antecedente, fondata dai laboriosi monaci benedettini, era già sorta da queste parti sui resti di una villa romana del I secolo a.C. Si entra a piedi nel vicus, facendo un salto a ritroso nel tempo di abbazia-di-fossanova-facciata-photo-by-sergio-andreatta.jpgnove secoli. Il borgo medievale, ancora oggi basato su un’economia prevalentemente agricola, si presenta ben conservato e per gran parte ancora detenuto in proprietà di boschi, fattorie e botteghe degli eredi della Famiglia Di Stefano… Nella sua monumentalità architettonica, per i modi di costruire tra il romanico e il gotico portati per la prima volta in Italia dai cistercensi (1187-1206), domina in altezza l’antica Abbazia. Sull’alto transetto (photo 3 by Sergio Andreatta) si leva, infatti, la torre ottagonale del tiburio con belle bifore dalle quali immagino si potesse sporgere, quasi come un muezzin, l’abate nelle sue vigili funzioni di controllo delle molteplici dinamiche del monastero. Ma già la facciata della chiesa si impone di per sé per la decorazione cosmatesca del portale e, soprattutto, per il abbazia-di-fossanova-rosone-photo-by-sergio-andreatta.jpgmagnifico rosone (photo 2 by Sergio Andreatta). Entrando all’interno resto sempre colpito dall’esemplare architettura cistercense primitiva, spoglia e priva di affreschi, con le tre navate sostenute da svettanti pilastri e con un transetto con coro rettangolare. Camminiamo sopra un pavimento da poco restaurato, pure da qualcuno non so perché criticato. Entro nello spazio nudo, essenziale, nel richiamo monastico al “memento mori”, sembra quasi di doversi interpretare, forse a voler tenere il monachello, che poteva sfuggire in preda alle incalzanti tentazioni sensoriali, legato all’immagine della sua fragile ed effimera umanità, invitandolo di continuo all’autopenitente disciplina attraverso il dominio delle passioni. E al dominio su se stessi non concorreva e non 1-abbazia-di-fossanova-photo-by-sergio-andreatta.jpgconcorre qui dentro, tra i passi ritrovati per questi lunghi corridoi, una qualche filosofia greca antica ma il pregnante spirito religioso del fondatore. Ma quanti di quei monaci avrebbero potuto, pur con le parole del tempo, dire come Olivier Clément (introduzione al libro, Taizé, E.P., 1998): “Mi stupisco di esistere, di respirare e camminare, ma ero anche angosciato dal nulla in cui tutto sembrava inabissarsi. La mancanza di senso lasciava troppe domande senza risposta… A poco a poco ho cominciato a intuire la presenza di un senso: la morte non aveva l’ultima parola…”. Non poteva averla… E fu proprio la semplicità, o meglio l’aspetto spoglio e caratteristico delle pareti, che ci fecero scegliere questa Abbazia per la celebrazione del nostro matrimonio il 20 luglio del 1974 (photo by Studio Moretto). Qui Dio avrebbe benedetto il nostro amore. Ma in quei giorni accadeva pure qualcosa di importante e la data delle nozze all’ultimo momento sarebbe stata spostata, anticipandola di due giorni dal sabato al giovedì. Erano i giorni della storica ricorrenza del 700° abbazia-di-fossanova-stanza-s-tommaso-d-aquino-photo-by-sergio-andreatta.jpganniversario della morte, qui avvenuta al piano superiore della foresteria (photo 4 by Sergio Andreatta), del sommo teologo e santo Tommaso d’Aquino e, alla fine, Papa Paolo VI aveva significativamente deciso di non far mancare la sua presenza. Così da un borgo tirato a lucido per l’occasione, con grandi ciotole di fiori ovunque e giare e splendide buganvillee inerpicate sulle pareti delle antiche case dai cromatici intonaci e sulla torre merlata, trovava smalto il nostro matrimonio ed esaltazione lo scatto fotografico dello Studio Moretto. Tante emozioni, anche a distanza di anni, non sono evaporate e tornano a vibrarci nel petto, non meno delle suonate del grande organista (Padre Germani) che aveva accettato di esibirsi per noi… Una volta qui sergio-andreatta-e-rosamaria-pirri-sposi-abbazia-fossanova-1974.jpgil visitatore, anche frettoloso, non può tralasciare, seppure già visto mille volte prima, una rapida entrata nel chiostro (1280-1300) che si presenta contornato da colonnine binate, romanico su tre lati, gotico nel quarto, con un’edicola a copertura piramidale. E intorno al chiostro si aprono le varie sale di quella che era la piccola autonoma polis religiosa, dalla sala capitolare illuminata da due grandi bifore, quasi un aiuto a schiarire le dispute alte della scolastica o quelle minime del governo quotidiano della comunità, al calefactorium dove intorno al grande camino i monaci si riunivano cercando riparo dai rigori dell’inverno da sempre più impietosi verso gli anziani, al refettorio con sergio-andreatta-rosamaria-pirri-sposi-18071974.jpgl’evidente pulpito per la lettura delle sacre scritture durante i pasti silenziosi, come prescritto dalla Regola… Il freddo del tardo pomeriggio si fa via via più pungente tanto che, più che virare a sinistra verso il museo, puntiamo dritti al bar per una cioccolata calda e poi una frettolosa visita alle botteghe per l’acquisto di biscotti, cioccolata fondente dei trappisti e tisane che promettono i più antichi ed efficaci rimedi a tutti i mali… Provare per credere. © - Sergio Andreatta Riproduzione riservata.

Conosci meglio te stesso attraverso la conoscenza del Territorio pontino.

Da un seminario l’idea di un progetto e di un percorso didattico esplorativo.

sergio-andreatta-www-andreatta-it.jpgdi Sergio Andreatta

Quello che siamo ha sempre un rapporto diretto e intimo con la nostra conoscenza, questo vale anche per la conoscenza del territorio in cui noi viviamo. Il nostro habitat, il Territorio pontino, vanta uno spazio variamente segnato nei millenni dall’impronta umana, paesaggi diversi per intensità e suggestioni fin dalla preistoria quando già le sue risorse naturali dovevano offrire, pur nel variare delle epoche climatiche, notevoli opportunità di sopravvivenza a branchi e tribù. Qui la natura e il panorama risentono ora fondamentalmente dell’opera della grandiosa Bonifica integrale degli anni trenta del Novecento, ma persistono anche altre rivisitazioni possibili da quelle circeo-cranio-uomo-neanderthal-photo-by-sergio-andreatta.jpgpreistoriche a quelle proto-storiche, a quelle archeologiche, a quelle storico-monumentali, da quelle degli itinerari abbaziali (Fossanova, Valvisciolo,…) fino a quelle economico-industriali (“cattedrali in disarmo”) indotte più recentemente dalla Cassa per il Mezzogiorno intorno agli anni ’60. Il percorso di studio, un progetto del IV Circolo didattico di Latina da me diretto finanziato dall’Amministrazione provinciale, proposto ai docenti dal paleontologo e archeologo, responsabile culturale del Centro circeo-museo-habitat-photo-by-sergio-andreatta.jpgMarcello Zei prof. Michelangelo La Rosa, ci ha lusingato ad una conoscenza meno superficiale del Territorio pontino prima degli interventi dei Consorzi di Bonifica e dell’O.N.C. (1927-’34) sollecitando un’attenzione particolare per l’evoluzione della nostra specie e per i primi insediamenti umani della preistoria pontina fino alla storia dei siti archeologici più interessanti. Negli ultimi decenni con un revival stucchevole, neanche tanto sorprendente, borgo-bainsizza-casale-nuovo-photo-sergio-andreatta.jpgin coincidenza con il ritorno politico di una certa parte, si è instaurata nella nostra Provincia una retorica che ho più volte definito “del fango e della redenzione”, se non  negazionista certamente riduttivista e assottigliatrice dei valori del patrimonio culturale antecedente. Quasi a volerci imporre un concetto: là dove c’era stato l’inabitato e il selvaggio ora c’è la più fulgida civiltà della bonifica e del lavoro. In questo artificiale scenario di contrapposizione e antagonismo con la diacronia storica antecedente, la “retorica dell’aratro” intrinseca alla bonifica ha finito col prendere il sopravvento grotta-di-tiberio-interno-photo-by-sergio-andreatta.jpgproducendo sconvolgenti e inestimabili devastazioni lungo la Via Appia, “Regina Viarum”, da Terracina a Cisterna (Tres Tabernae) e particolarmente nei dintorni di Borgo Faiti (Forum Appii). Quello che la coltre liquida delle Paludi Pontine aveva conservato e gelosamente protetto per secoli era stato infine svelato, toccato a volte commettendo imperdonabili sacrilegi. Ma non tutto è andato perduto rimangono, per fortuna, numerosi indizi di altre città scomparse ( tra cui Clostra,  Astura, Polusca, Suessa Pometia, Ecetra, Corioli, Longula, Verrugine, Mucanite, Sulmo, Ulubrae e più a sperlonga-museo-polifemo-prof-michelangelo-la-rosa-photo-by-sergio-andreatta.jpgsud Amyclae, Ausona, Vescia, …), tracce ancora sepolte per l’Agro pontino chissà dove, mentre antichità romane emergono di continuo un po’ dovunque e diversi centri medievali sui Lepini si propongono agli intellettuali e ai turisti ancora ben chiusi nei loro castelli e nelle loro conservate mura (Ninfa, Sermoneta, Bassiano,…). In questo territorio si sono succedute fin dalle origini tante vicende storiche diverse, si sa del sorgere di villaggi e di città antiche, del loro sviluppo, della loro decadenza e della loro scomparsa al pari di qualsiasi ninfa-al-crepuscolo-photo-by-sergio-andreatta.jpgorganismo vivente quando esaurisce il suo ciclo vitale, per cui si possono intraprendere tante diversificate piste di studio, a partire da una geologica che ha visto il colmamento delle pianure litoranee da parte delle alluvioni fluviali. Dai Lepini e dagli Ausoni scendono i fiumi (Astura, Sisto, Ufente, Amaseno), in altre epoche più copiosi di acque divagavano per la pianura con incerto percorso e senza sbocchi nel Tirreno per le dune quaternarie, alte anche più di venti metri, che ne sbarravano il deflusso dando luogo a stagni, o meglio alle ben note “piscine” (da cui il Consorzio di Piscinara istituito per conca-borgo-montello-photo-by-sergio-andreatta.jpgprovvedere alla loro bonifica). Acque morte nei secoli oggetto di parziali tentativi di drenaggio (Rio Martino e Linea Pio dal nome di due papi Martino V e Pio VI Braschi,…) finché la nuova ingegneria idraulica (idrovore come al Mazzocchio posto sotto il livello del mare) non venne risolutivamente in soccorso agli sforzi della politica e la Bonifica integrale ebbe così finalmente il suo successo. Al centro della “regione pioniera”, contrassegnata dalle nuove geometrie dei canali (delle Acque Alte, delle Acque Medie, ecc…), delle strade bianche (migliare e poderali,…) e dei Borghi e dei poderi dell’O.N.C., venne fondata nel 1932 (30 giugno – 18 dicembre) la principale delle “città nuove”: Littoria (dal 1945 Latina). Ma c’è, oltre questa, la storia più remota e meno conosciuta delle origini dell’uomo pontiniano (così definito dal noto paleontologo  Alberto Carlo Blanc) tramandata dai non rari reperti (ossidiane, resti villanoviani, vasellame, tombe,…), dai primi insediamenti paleolitici (Circeo, col cranio di un uomo di Neanderthal) ed eneolitici e dell’età del bronzo (Foce e Valle dell’Astura dove ancora torre-astura-photo-by-sergio-andreatta.jpgquest’estate (2009) l’erosione marina ha portato casualmente alla luce, completa dei suoi corredi funerari, la tomba dell’ “uomo di Nettuno” risalente a 5.000 anni fa) e con essi la ciclica storia delle loro civiltà stanziali o di passaggio, del loro modo di vivere e sopravvivere, di esprimersi nella ricerca di una casa, nell’edificazione su un’altura incombente sopra un filo di acqua corrente di un grumo di capanne e poi di case sempre più solidali nello scopo difensivo (villaggio), nella costruzione di manufatti o di arcaici santuari (come la Mater Matuta a Satricum – Le Ferriere) necessari all’affermazione di un popolo perché attraverso il rito e l’attrattività  religiosa si imponeva il legame politico, il consolidamento e il rispetto della regola civile. Ma con questo siamo già entrati nella più certa porta della storia, ora in grado di focalizzare l’attenzione sui popoli insediati nelle nostre parti dal VIII sec. a.C. fino alla caduta dell’Impero romano d’Occidente (476 d.C.), dagli Etruschi ai Volsci e alla più grande civiltà latina (Latium vetus tra la foce del Tevere e il Circeo: incisa sul lapis satricanum la stessa origine della lingua latina ) e romana. Affacciata sul Foro Romano ancora al tempo di Augusto era la tribuna dei rostri ornata con gli speroni di bronzo tolti alle navi dei Volsci nella decisiva battaglia per il predominio combattuta davanti alle coste tirreniche alla fine del IV secolo a.C. Epoche storiche di cui la scienza moderna, col suo approccio interdisciplinare, è in grado di leggerne i documenti verbali e non, di interpretarli intorno all’essere, nel prevalere o nel soccombere, di un popolo…

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L’interessante itinerario pre-istorico ha previsto sistematici momenti d’aula con le lezioni condotte dal prof. M. La Rosa che si è avvalso delle nuove tecnologie per proporre visioni e documentazioni frutto delle più recenti indagini stratigrafiche e ricerche archeologiche. Poi le visite sul campo dei docenti e, quindi, a cascata degli alunni della nostra istituzione scolastica. La dott.ssa Annamaria Borrelli, laureata in giurisprudenza e insegnante nel IV Circolo didattico, che coltiva da sempre uno spiccato interesse per questi temi ha redatto un significativo diario di bordo sulla parte del corso di formazione più propriamente riferita al “territorio pontino nella preistoria”, lo ha sottoposto (arricchito di sue originali e pregevoli annotazioni) alla supervisione del prof. La Rosa venendo incoraggiata a pubblicarlo. Un modo giusto per non disperdere nel vento le nostre ceneri culturali e per sottolineare la bontà della scelta metodologica e didattica della ricerca-azione che attraverso le inferenze con fattori cognitivi, emotivi e affettivi personali e poi attraverso l’esperienza diretta della visita ai siti archeologici ha stimolato diverse operazioni mentali sui medesimi contenuti aprendo una finestra di apprendimento significativo ed indelebile.  Noi vorremmo che tutte le scuole della Provincia di Latina avessero la stessa intenzione e possibilità di percorso, dalla formazione dei docenti alla visita/fruizione dei siti archeologici pontini da parte degli studenti. Una possibilità didattica che nell’ambito del P.O.F. (Piano dell’Offerta Formativa) è pure concessa dalla quota di curricolo da devolvere alla conoscenza e alla valorizzazione culturale del proprio ambiente negli aspetti e per le dimensioni che lo contraddistinguono. Il lavoro di Annamaria Borrelli può costituire, in questo senso, un utile strumento di consultazione. 

Sergio Andreatta psicopedagogista e dirigente scolastico del MIUR – USR per il Lazio.

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25th Dic, 2009

Natale 2009

Tuttavia, la particolare e intensa atmosfera spirituale che circonda

il Natale si è sviluppata nel Medioevo, grazie a san Francesco d’Assisi,

 che era profondamente innamorato dell’Uomo-Gesù, del Dio-con-noi.

Il suo primo biografo, Tommaso da Celano, nella Vita Seconda racconta

che san Francesco ‘al di sopra di tutte le altre solennità celebrava

con ineffabile premura il Natale del Bambino Gesù,

e chiamava festa delle feste il giorno in cui Dio, fatto piccolo infante,

aveva succhiato a un seno umano’

(Fonti Francescane, n°199, pg 492)”

Benedetto XVI(Udienza Generale di mercoledì 23.12.2009)

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Notte alba di luce (photo by Sergio Andreatta).

Esmeraldas: se cambi la vita di un bambino, cambi la tua.

Le mani missionarie della veneto-pontina Madre Camilla Andreatta in Ecuador.

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Carissimi,

Più in fretta di sempre quest’anno arriva il Natale, con il lavoro che si è accumulato durante le mie vacanze estive in Italia non mi sto accorgendo del frettoloso passare del tempo. Il Natale, la data più importante della storia, … ed io mi sento di augurare a tutti Voi e alle Vostre famiglie: pace, serenità, dialogo, speranza e comprensione.

Si racconta che quando, all’inizio della II Guerra Mondiale, stava ormai per iniziare l’invasione dell’Europa da parte degli Alleati con 3.000 navi, 11.000 aerei e 3 milioni di soldati, un ranger americano si rivolgesse al generale Dwight D. Eisehover esclamando: “Oggi è il giorno più grande della storia!” ma che richiamandolo in sé il Comandante Supremo subito lo correggesse così: “Il giorno più grande della storia fu e sarà sempre il giorno in cui è nato nostro Signore Gesù Cristo”.

Gesù Cristo, l’Unico Essere umano alla nascita avesse già scritta la sua storia con secoli di anticipo. Il profeta Isaia aveva annunciato che sarebbe nato da una Vergine. Il Profeta Michea che sarebbe nato a Betlemme. E così, moltissimi dati della sua vita sono stati annunciati con anticipata precisione dai profeti. L’angelo Gabriele preannunciò a Maria che il Bambino si sarebbe chiamato Gesù e che il suo “Regno” non avrebbe avuto termine. Nacque nel villaggio di Betlemme durante il Censimento indetto dall’imperatore Augusto, secondo la tradizione in una grotta, nel silenzio di una notte di freddo …

E questo silenzio mi richiama un altro silenzio … Quello delle lunghe notti senza elettricità qui in Ecuador. Da più di un mese, infatti, il razionamento dell’energia elettrica ci obbliga ad una oscurità non voluta, solo illuminata dalla tremula fiammella di una candela come nei nostri tempi andati. Tutt’intorno è silenzio, tacciono le e TV, l’abitualmente l’allegra musica latino-americana. In lontananza si ode soltanto l’abbaiare di un cane. Ormai non piove da mesi e questo ha fatto sì che si prosciugasse il bacino idroelettrico che ci riforniva di energia e, purtroppo, con l’oscurità così aumentano i furti e le violenze. Le strade di Esmeraldas diventano insicure e impraticabili.

Io continuo nel mio lavoro missionario al Centro Asistencial “Madre Anastasia”, continuando ad arricchirmi di esperienza spirituale e umana … E di speranza.

Il progetto “Educamy, adozioni a distanza, continua. Continuano così pure Avevo Fame, cibo settimanale per 50 famiglie, un progetto che ora è stato inserito nella Caritas parrocchiale.

Vaso Rotto, Gastro-armonia, Salus infirmorum: Vaso Rotto: Assistenza medica a 32 ragazzi e a 52 adulti epilettici, schizofrenici o diversamente abili; Gastro Armonia: Biopsia gratis a coloro che soffrono di gastriti e ne hanno bisogno. Salus infirmorum: ho voluto denominare così questo progetto di aiuto ai poveri che non possono comprarsi le medicine per cui noi, a volte, rappresentiamo per loro l’ultima speranza di cura.

Ed eccovi, come ogni anno di questi tempi, il Resoconto economico di questi 5 progetti per quei molti di Voi che hanno collaborato perché potessimo realizzarli ed io non ho, perciò, che una sola calorosa, riconoscente parola da dirvi: Grazie!

PROGETTI REALIZZATI

EURO

Educamy: Adozioni a distanza E Sostegno per:

157 bambini delle Elementari

20.185,71

112 studenti delle Medie

19.028,57

77 studenti del Liceo

14.300,00

54 Studenti Universitari.

12.342,86

Vaso rotto: cure sanitarie:

32 bambini per ortopedia e medicina

5.284,29

52 adulti per medicina.

5.720,00

Gastro Armonia: (176) biopsie.

2.734,24

Salus Infirmorum: medicine gratuite per i più poveri. 

5.414,45

Avevo fame: concorso Alimentare:

viveri settimanali per 50 famiglie

7.788,57

Totale Euro

92.798,69

                            Totale Dollari

129.918.17

Che il Signore ci benedica e conceda a tutti noi un sereno Anno Nuovo, ci dia la grazia di venire ancora, a noi di essere come la Stella dei Re Magi, testimonianza di vita per cui possiamo indicare agli altri la Strada, indirizzarli e condurli alla presenza del Bambinello.

Venga il 2010 per tutti carico di salute, serenità, pace e grazie abbondanti per le nostre famiglie.

Con affetto sincero e sempre riconoscente,

Sr. Camilla Andreatta

Apartado 08-01-0065 * Esmeraldas Ecuador

educamy@andinanet.net

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finzy.jpgFinzy, un fumetto educativo.

La Guardia di Finanza pontina incontra gli alunni delle Scuole di Borgo Isonzo per parlare di legalità.

di Sergio Andreatta

Arriva nelle scuole elementari, e tra i più piccoli dell’infanzia, non con la pretesa di insegnare ma per provare a condurli per mano sulla strade della legalità. E’ Finzy, la simpatica mascotte della finzy-gdf-latina-nelle-scuole-di-borgo-isonzo.JPGG.d.F., che dopo essersi autopresentata comincia subito a destreggiarsi nel 1° episodio del fumetto ne “Il furbo venditore ed i giocattoli pericolosi”, nel 2° ove tenta di risolvere “Il caso del bancomat scomparso”, nel 3° con il “Salvataggio in mare”, nel 4° quando interviene “Sulle tracce di Hackerstein”, nel 5° infine si propone ai più piccoli della scuola dell’infanzia con un invito: “Gioca e colora con Finzy”. L’incontro con la Guardia di Finanza, rappresentata dal magg. Angelo Pisani e da altri due suoi collaboratori (S. Miriello e F.Caputo) del Comando Territoriale di Palazzo M di Latina, promosso in concerto con il consigliere comunale Andrea Palombo, è avvenuto nelle finzy-lezione-di-legalita-a-borgo-isonzo.JPGScuole Alessandro Manzoni e Carlo Collodi di Borgo Isonzo giovedì scorso. Dopo l’iniziale intervento del magg. Angelo Pisani l’esposizione del maresciallo aiutante Salvatore Miriello è stata frammezzata da tante domande interessanti e senza imbarazzi come sanno fare soltanto i bambini. Il dirigente scolastico Sergio Andreatta, agganciandosi al P.O.F. del IV Circolo didattico di Latina e al suo motto “Per Regola e Progetto”, dopo aver ringraziato la G.d.F. per la sua operosità istituzionale e per l’iniziativa ha ribadito brevemente ai suoi alunni l’importanza di osservare sempre la legalità che nel piccolo di un’aula diventa la quotidiana osservanza delle “regole condivise” senza lasciare mai spazi e ossigeno ai bulli che pure si finzy-mascotte-gdf.JPGmimetizzano in ogni situazione. La G.d.F. ha portato in dono ad ogni bambino una copia del fumetto, per i più piccini dell’albumino da colorare, e soprattutto… tante caramelle e cioccolatini nella fantasiosa forma del suo stesso stemma, la nota e secolare fiamma gialla del Corpo. Insomma un buon incontro… in ogni senso.