MADRE CAMILLA ANDREATTA

LETTERA DALLA MISSIONE DI ESMERALDAS

Carissime Amiche e Amici di Custoza, Povegliano e Verona,

un grazie sincero per quanto fate per far sopravvivere i progetti che abbiamo messo in piedi a Esmeraldas in soccorso dei nostri malati. Uno di questi é il “VASO ROTTO”.

Non so se sapete l’origine di questo progetto e il perché di quel nome.

Molti anni fa, Sr. Maria Grazia Faccioli, Vostra compaesana, lavorava come infermiera in questo Centro Medico. Ad un certo punto rimase molto colpita dalla tanta gente diversamente abile che viveva in Esmeraldas. Le segnalavano continuamente dei casi e lei andava a visitarli all’interno delle catapecchie dove i loro familiari li tenevano ben nascosti dalla società. Poco a poco li persuadeva a portarli al nostro Centro dove un “equipe” di medici che ogni mese veniva dalla Capitale, Quito, li avrebbe visitati gratuitamente. Questa esperienza medico-assistenziale durò 10 anni, poi quell’equipe” si ritirò e suor Maria Grazia rimase sola con il gruppo di volontariato che nel frattempo aveva formato per seguire gli epilettici, gli schizofrenici, i sordomuti, i ritardati mentali, ecc… S’impose la necessità di trovare un medico che sostituisse quell’equipe e trovammo la dott.ssa, specializzata in psichiatria, Teresa Cañarte.

Naturalmente ora il servizio non poteva essere più gratuito come prima, aveva dei costi. Ci costava più o meno $ 400.00 al mese e a questo bisognava aggiungere le medicine che noi erogavamo gratuitamente ai malati. Dovevamo, però, contare su qualcuno e decidemmo di contare su di Voi che ci avete accolto e non ci avete deluso.

Il nome “VASO ROTTO” é stato ispirato da una leggenda cinese che parla dell’origine dei vasi Ming, tanto pregiati. Pare che il mastro-artigiano dopo averli cotti al forno salisse su uno sgabello tenendone uno fra le mani e che lo lasciasse cadere al suolo. Ne raccogliesse poi i cocci per saldarli seguendo una particolare procedura e ne coprisse la fessura con un filo d’oro. Il vaso diventava così molto più prezioso e interessante anche agli occhi di un imperatore.

I nostri malati sono come questi vasi rotti che il Signore ci ha messo tra le mani per renderli preziosi con la nostra saldatura, cioè con le nostre cure.

Attualmente abbiamo il Vice Presidente della Repubblica dell’Ecuador paralizzato che si muove su una sedia a rotelle. Tramite lui e grazie alla sua sensibilità si sono sviluppati vari progetti per i diversamente abili. Questo aiuto si dirige particolarmente a chi ha qualche deformazione fisica più che a coloro che sono affetti da problemi di salute mentale. Siamo, comunque, riusciti ad inserirne qualcuno nel programma statale. Ma con noi abbiamo ancora:

  • 25 bambini, 17 dei quali sono inseriti nell’Istituto di Educazione Speciale “Juan Pablo II”. Noi paghiamo la pensione mensile e le medicine se ne avessero bisogno. Gli altri 8 non hanno la possibilità di frequentare una scuola per la gravità della loro malattia. Li aiutiamo con l’assistenza medica e le medicine.
  •  35 adulti. Molti di essi sono epilettici, qualcuno schizofrenico, altri paralizzati, sordomuti, ecc…

Certamente é un opera che fa rifiorire il sorriso sul loro volto e nel limite del possibile offre loro una motivazione in più per affrontare con più serenità una vita già di per sé molto difficile.

Sempre adorno le mie lettere con qualche vitamina spirituale. Eccovene un’altra:

UNA ZAMBETTA DEFORME

Un bambino entrò in una bottega con tre monete in mano per comprare un cagnolino di quelli offerti in vendita nella vetrina della bottega.

Buon giorno. Cosa desideri?- gli chiese il bottegaio.

- In vetrina c’è un annuncio- rispose il bambino – Vorrei comprare uno di quei cagnolini. Quanto mi costa?

- 50 euro!-

- 50 euro? Ma io…, io ho solo queste! – disse mostrandogli  tre monete. – Posso almeno vederli? Posso?– chiese.

- Certamente, guarda! – gli rispose il bottegaio.

Il bambino entrò dentro nel negozio e gli venne incontro una cagnetta con 5 cuccioli. L’ultimo zoppicava un pò.

-Che cos’ha? – domandò subito il bambino.

- È nato con un difetto alle zampe posteriori e non può né correre né saltare”.

- Allora lo voglio! – disse il bambino deciso.

- Non lo vorrai mica per davvero, questo non potrà mai correre con te. Prendi piuttosto quest’altro – suggerì indicandogli un’alternativa –  che è sano e sta molto bene.

- No, no. Io voglio quello! –

- E perché? – insistette allora a chiedergli il bottegaio.

Il bambino arrotolò allora i suoi pantaloni e mise in evidenza la sua gamba destra che era deforme per la poliomielite: – Neanche io posso correre bene nè saltare e questo cagnolino ha bisogno di uno come me che lo comprenda.-

Il bottegaio commosso gli disse:- Va bene allora te lo do per quelle tre monete.-

- No, non ci pensi nemmeno. Il fatto che sia nato così non lo fa meno prezioso ai miei occhi. Lo pagherò al prezzo degli altri, fino all’ultimo centesimo.-

- Speriamo che anche gli altri cagnolini trovino un padrone come te, che li comprenda e li ami altrettanto- commentò il bottegaio ancora più commosso.

 

Tutti meritiamo di avere qualcuno che ci comprenda e ci voglia bene così come siamo. (Anonimo)

Questa favoletta sembra sottolineare l’importanza di quello che fate! Ci aiutate ad essere quella mano di Dio che sana, quel cuore che comprende e ama. Noi da sole cosa potremmo fare senza il Vostro contributo?  Lo ripeto spesso fino alla noia che “se non ci foste bisognerebbe inventarVi

Grazie, Amici veri che avete il Signore e lo spirito di aiuto nel Vostro cuore.

            Con affetto,

Sr. Camilla Andreatta

 Misionera Comboniana in Esmeraldas (Ecuador)

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Dimensionamento et voilà tout!…

di Sergio Andreatta (588)

43    DELIBERA DELLA GIUNTA REGIONALE DEL LAZIO (D.G.R. n.9 del 14.01.2012) relativa al Piano di Dimensionamento regionale delle istituzioni scolastiche dall’a.s. 2012/’13.

 

DIMENSIONAMENTO SCOLASTICO A LATINA

RIORGANIZZAZIONE DELLA RETE SCOLASTICA PONTINA

DIMENSIONAMENTO SCOLASTICO A LATINA – denominazione IC  **

(La Commissione Scuola, presieduta da Olimpia Tarzia, ha esaminato le ultime osservazioni fatte pervenire al Piano di dimensionamento dagli Enti Locali. Tale Commisione il 26.01 ha approvato il disegno di riorganizzazione della rete scolastica regionale proposto dalla Giunta Esecutiva. Il relativo schema di deliberazione – che ha ottenuto parere favorevole a maggioranza e con osservazioni e che non apporta alcuna novità per il capoluogo pontino, può tornare ora in Giunta per l’approvazione, questa volta, definitiva).

Là dove sulle scelte importanti non ci sia unanimità  occorrerebbe sempre che la politica, se non intesa come potere, si adoperasse con i suoi meccanismi decisionali alla soluzione dei conflitti interni alla Comunità. Ci sarà, finalmente, riuscita nel caso del Piano di dimensionamento scolastico della Provincia di Latina? Deliberato definitivamente dalla Giunta Regionale all’unanimità il provvedimento (Cfr.:il link) di cui si attende la pubblicazione sul B.U.R. del Lazio e la sua diffusione nel sito regionale Sirio. Con questo provvedimento le storiche Direzioni didattiche, vera spina dorsale del sistema scolastico d’Italia, e le Scuole Medie statali perderanno la loro autonomia, cioè il diritto pubblico con personalità e soggettività  giuridica acquisiti dal 1 sett. 2000 a seguito dell’art. 21 della L. n. 59/1997 e del DPR n. 233/1998 per costituirsi tutte in Istituti Comprensivi dal prossimo 1.09.2012.  Per quanto riguarda, invece, gli Istituti  di II grado, di cui si comincia a discutere della loro durata in rapporto alle parallele quadriennali Scuole Superiori europee, su quelle pontine già filtravano notizie più che ufficiose, perchè accreditate al massimo livello di autoreferenzialità da alcuni esponenti politici che miravano a trarne il massimo vantaggio pubblicitario possibile, sulle seguenti istituzioni (nuovi indirizzi): il Liceo delle Scienze Umane c/o il Liceo Meucci di Aprilia e a Latina: 1) IPA San Benedetto: Istituto Professionale dei Servizi per l’enogastronomia e l’Ospitalità Alberghiera; 2) Einaudi: Socio – Sanitario generico; 3) Galileo Galilei: Articolazione di automazione per indirizzo Elettronica e Elettrotecnica, articolazione di Energia indirizzo meccanica, meccatronica ed Energia, indirizzo Grafia e Comunicazione; 4) Liceo Artistico: indirizzo Liceo Coreutico.
57Su richiesta motivata dell’Amministrazione Provinciale di Latina sarebbero state, inoltre,  ottenute ben 11 nuove istituzioni scolastiche in più rispetto ai parametri fissati (minimo 1.000 alunni) dalla Legge n.111/2011 e cioè  l’autonomia in deroga per Ponza (omnicomprensivo), per San Felice Circeo, Castelforte (omnicomprensivo), SS Cosma e Damiano, Itri, Monte San Biagio, Maenza – Roccagorga, Sonnino, Pontinia (+ 1), Gaeta, Priverno (+ 1).

Sembra ormai questo, frutto di mille alchimie e limature, il quadro definitivo salvo ricorso giurisdizionale innanzi al T.A.R. o straodinario al Presidente della Repubblica. Questi, allora, gli ultimi scenari nell’atto finale per il capoluogo: ha avuto successo  l’estremo tentativo di recupero del V Circolo didattico di Latina già “beffato”  da inaspettato e improvvido  smembramento. Con quasi 1000 alunni in carico nell’anagrafe,  questa istituzione, grazie anche allo strenuo impegno del suo dirigente scolastico prof. Nino Leotta, in zona Cesarini ha potuto raddrizzare  le proprie sorti ottenendo il ripristino del bacino originario e la possibilità di una nuova scuola media nella sua comprensione. Da sempre, come coordinatore dei lavori della Commissione, avevo sostenuto la possibilità di preservare le due autonomie lungo l’asse di Via Don Torello a Latina Est. Ci sarebbe stato spazio per la coesistenza e di manovra per entrambe. Come avevo sostenuto la necessità di una scuola media, ovviamente inclusa nella giurisdizione di un nuovo I.C., lungo l’asse di Viale Kennedy a Latina Ovest (da Via Po a Via Polonia). Sono particolarmente soddisfatto per il traguardo raggiunto da quelle Comunità scolastiche. Per fare scelte più coerenti con i criteri annunciati dall’Atto d’indirizzo regionale è bastato che i politici, prima della loro strategica deliberazione, si rileggessero la mappa topografica del capoluogo pontino per procedere poi, senza neanche grossi sconquassi, ad un propizio rimescolamento delle carte. Via Tasso (direzione del V Circolo) con la previsione di istituire una scuola media nuova, funzionale all’autonomia dell’I.C., nello stesso plesso o a Piazza Moro rientra, pertanto, nella sua prima disponibilità giurisdizionale;  conseguentemente per viciniorità Col di Lana (E. De Amicis) e plessi satelliti di S.I. (ma inspiegabilmente non Via Milazzo) sono stati riversati sulla SMS G. Cena**.   Con queste due semplici mosse sulla scacchiera la partita ci appare più coerente e condivisibile. Da rilevare, in ogni caso, la provvidenziale boccata d’ossigeno, in termini di occupazione  a vario titolo, per il personale scolastico stimabile in almeno 80/90 unità lavorative in più.

35 Così la soluzione finale è corroborata dall’alternativa ritenuta più logica.  La valutazione che l’ha ispirata in premessa ci sembra la più sensata e utile per l’utenza latinense presupponendo, tra l’altro, soltanto qualche modesta modifica, proposta e per fortuna recepita… La Giunta Regionale del Lazio il 14.01.2012 ha conseguentemente deliberato in via definitiva  (D.G.R. n.9) apportando per Latina, come detto, soltanto  modeste ma più che opportune variazioni, restituendo al V C.D. l’opportunità di costituirsi in I.C. nel suo territorio; assegnando, per necessità essenziali alla sua sopravvivenza e per una certa contiguità territoriale, i plessi di Via Ezio (SI), Pantanaccio (SI), Gionchetto (SP) e Via Milazzo (SI)* alla SMS Volta e Col di Lana (SP) e Via Pasubio (SI) alla SMS Cena. Tutto è bene quel che finisce bene. 

* Piccola anomalia: la S.I. di Via Milazzo (che tra l’altro dirigo come reggente del II Circolo didattico) sarebbe stato più opportuno lasciarla integrata, a mio avviso, con la S.M.S. Cena (su cui sono state fatte convergere la S.I. di Via Pasubio e la S.P. di Col di Lana, viciniori e da sempre tra esse unite).

** E considerato che, oltre che essere il decano dei dirigenti scolastici, sono anche il primo capo d’istituto nato a Latina di cui credo di conoscerne sufficientemente bene il territorio, ho inteso adoperarmi offrendo altresì il mio contributo per la denominazione più logica di tutti gli I.C. del capoluogo tenendo conto di precedenti denominazioni, con notevole vantaggio di identificazione e di memorizzazione per gli utenti, e in linea di massima in coerenza con la loro cronologia storica. (Sergio Andreatta)

 

 

DIMENSIONAMENTO / ULTIM’ORA

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Dimensionamento et voilà tout!… Per quanto riguarda il Piano di dimensionamento scolastico della Provincia di Latina, benchè ancora in attesa della  delibera formale che sarà adottata a giorni dal Consiglio Regionale e della successiva pubblicazione del decreto sul B.U. del Lazio, siamo in dirittura di arrivo e, per quanto riguarda le Scuole Superiori (Istituti di II grado) filtrano notizie ufficiose, ma accreditate al massimo livello, sulle seguenti istituzioni (nuovi indirizzi): il Liceo delle Scienze Umane c/o il Liceo Meucci di Aprilia e a Latina: 1) IPA San Benedetto: Istituto Professionale dei Servizi per l’enogastronomia e l’Ospitalità Alberghiera. 2) Einaudi: Socio – Sanitario generico; 3) Galileo Galilei: Articolazione di automazione per indirizzo Elettronica e Elettrotecnica, articolazione di Energia indirizzo meccanica, meccatronica ed Energia, indirizzo Grafia e Comunicazione; 4) Liceo Artistico: indirizzo Liceo Coreutico.
Su richiesta motivata dell’Amministrazione Provinciale di Latina  sarebbero state, inoltre,  ottenute ben 11 nuove istituzioni scolastiche in più rispetto ai parametri fissati (minimo 1.000 alunni) dalla Legge n.111/2011 e cioè  l’autonomia in deroga per Ponza (omnicomprensivo), per San Felice Circeo, Castelforte (omnicomprensivo), SS Cosma e Damiano, Itri, Monte San Biagio, Maenza – Roccagorga, Sonnino, Pontinia (+ 1), Gaeta, Priverno (+ 1). E’ ormai questo il quadro, frutto di mille alchimie e limature, che non dovrebbe cambiare più in nulla malgrado l’estremo tentativo del “beffato” V Circolo di Latina di raddrizzare diversamente la barra. Per fare scelte più coerenti con i criteri annunciati dall’Atto d’indirizzo regionale sarebbe bastato che i politici, prima di ogni loro deliberazione, si fossero letta la mappa topografica del capoluogo pontino per procedere poi all’aggregazione, senza grossi sconvolgimenti, di Piazza Dante (SP) con Via Tasso (direzione del V Circolo) con la previsione di istituire una scuola media nuova, funzionale all’I.C., in uno dei due plessi e conseguentemente aggregare per territorialità viciniore Col di Lana (E. De Amicis) e plessi satelliti di S.I. alla SMS G. Cena.   Con queste due semplici mosse sulla scacchiera tutto sarebbe apparso più coerente ed accettabile. Da rilevare, in ogni caso, la provvidenziale boccata d’ossigeno per l’occupazione  a vario titolo del personale scolastico stimata in 70/80 unità lavorative in più.
 

ISCRIZIONE: IN PDF I MODELLI DI DOMANDA

SCUOLA INFANZIA MOD. ISCRIZIONE 2012-13 

SCUOLA PRIMARIA MOD. ISCRIZIONE 2012-13 classe 1^

 

12 I.C. a Latina. 

Questo il definitivo dimensionamento scolastico nel Comunicato dall’Osservatorio regionale del Lazio.

di Sergio Andreatta (587) 

 
Salvata l’autonomia dell’omnicomprensivo di Ponza. Imminente la delibera finale e la pubblicazione sul Bollettino Ufficiale Regionale.
letture: 399
Sergio Andreatta, decano dei dirigenti scolastici
Sergio Andreatta, decano dei dirigenti scolastici
Scuola e società: Riunione nel pomeriggio a Latina per individuare le sedi degli uffici dirigenziali. Nuove problematiche all’orizzonte senza una nuova e rinforzata alleanza interistituzionale tra Scuola ed Enti locali e territoriali. Ma se si parte bene sarà anche un’occasione straordinaria per una maggiore unitarietà del progetto educativo (P.O.F.) e una più forte valorizzazione delle risorse professionali.
Quando i politici decidono peggio dei tecnici“, potrebbe cominciare sconsolatamente così, con una certa fondatezza, la prima considerazione sul dimensionamento scolastico definitivo dei nuovi I.C. a Latina. Ma agli agenti della scuola non è lecito lasciarsi travolgere dal pessimismo o dall’ipercritica ma adoperarsi senza riserve. Dobbiamo coltivare una visione olistica, direbbe il fisico di Harvard Nicholas A. Christakis, considerare cioè fondamentale “una sinergia tra le parti che solo se unite riescono a produrre una forza nuova e migliore, assente nel caso in cui fossero analizzate singolarmente“. Saranno 12 i nuovi Istituti. La comunicazione è stata data ufficialmente dall’ass. Marilena Sovrani, nel corso di una riunione di dirigenti scolastici del capoluogo che si è tenuta oggi pomeriggio al PalaCultura nelle stanze dell’Assessorato alla P.I. Erano presenti tutti i dirigenti del capoluogo pontino. Entro 48 ore la Sovrani è stata impegnata a comunicare in Regione la sede legale (cioè l’indirizzo fisico) dei 12 nuovi Uffici dirigenziali. Per il dimensionamento definitivo sono state operate scelte semplici e logiche in alcuni casi ma discutibili, controverse e problematiche in altri. L’impronta politica, ardendo dire per spinta clientelare in alcuni casi, appare evidente e decisiva, basterebbe confrontare l’ultimo documento con tutti gli studi precedenti. Oggi a Latina si è proceduto all’individuazione di quasi tutti gli Uffici di presidenza, le ultime riserve saranno sciolte entro domani mattina al massimo. Gli Istituti autonomi saranno, quindi, 12. Ma sbaglierebbe chi volesse continuare a parlare secondo la vecchia logica del salvataggio del 7° Circolo o della dannazione del 2° o dello smembramento del 5° (perché i Circoli didattici per la Legge n. 111/2011 non esisteranno più, come non avrà più giuridica ragione di esistere la vecchia Scuola Media a se stante). Quello che la Legge n.97/1994 aveva istituito come possibilità organizzativa del servizio scolastico in particolari condizioni, soprattutto di montagna, che la Legge Finanziaria n.622 del 23.12.1996 prevedeva come tipologia ordinaria, la Legge 15.07.2011, n.111 (art.19, c.4) impone d’imperio come realtà organizzativa istituzionale obbligatoria dall’anno scolastico 2011/2012. La scuola dell’infanzia, la scuola primaria e secondaria di primo grado si dovranno configurare come Istituti Comprensivi, con la conseguente soppressione delle istituzioni scolastiche autonome costituite separatamente. Una “rivoluzione“. La scelta di 12 istituzioni asseconda sicuramente le istanze delle Organizzazioni Sindacali che, in un momento di grave crisi occupazionale, a ragione si sono preoccupate della salvaguardia del maggior numero di posti possibile, una quindicina in più alla fine soltanto a Latina tra DS, DSGA, Assistenti amministrativi e Collaboratori scolastici. La decisione che, fuori termine, la Regione si appresta a formalizzare by-passa le precedenti delibere della Giunta Comunale (10 I.C.) e del Consiglio Provinciale (11 I.C.). A differenza della Commissione tecnica mista che nei suoi lavori si era dovuta attenere rigidamente al vincolo di almeno 1.000 alunni  imposto dalla legge nazionale (ma ridotti a 500 per le istituzioni scolastiche funzionanti nelle piccole isole, nei comuni montani e nelle aree geografiche caratterizzate da specificità linguistiche), la Giunta Regionale e l’Assessore Gabriella Sentinelli hanno concesso alcune deroghe alla Provincia di Latina tra cui, in nome dell’insularità, il mantenimento di una peculiare autonomia all’Istituto omnicomprensivo di Ponza con i suoi 350 alunni, la costituzione di quattro I.C. a Formia anzichè tre, l’omnicomprensivo a Castelforte, la convalida di qualche altro Istituto qua e là con un’anagrafe di 800/1000 studenti. Nel capoluogo pontino la S.M.S. Alessandro Volta di Via Botticelli si vede aggregare la scuola d’infanzia di Via degli Aurunci e la Scuola Primaria di Piazza Moro. La direzione dell’ex V Circolo, smembrato dei plessi precedenti, acquisisce le scuole d’infanzia di Via Ezio e Pantanaccio e la Scuola Primaria del Gionchetto ma anche i Plessi di Scuola d’infanzia di Via Pasubio e di Sc. Primaria (ex II C.D.) di Via Col di Lana ove, per gli spazi esistenti, si progetterebbe l’istituzione della nuova indispensabile S.M.S. Le Scuole di Piazza Dante (ex I Circolo) e la SMS G. Cena, nel cuore della città vecchia, si fondono con sede ancora da decidere tra la storica Piazza Dante e quella più spaziosa, decentrata e dotata di comodi parcheggi della Cena. L’ex III C.D. “O. Frezzotti” di Via Quarto si unisce con la S.M.S. Pier Marcellino Corradini di Via Amaseno, le scuole dell’ex 7° C.D. con la Sc. d’Infanzia di Via Aniene e la Sc. Primaria di Via Po (“casa madre” dell’ex II C.D. anche dotata d’ingresso su Viale A. Vespucci) che dispone di ampi spazi idonei ad accogliere sia l’istituzione della nuova S.M.S. sia la dislocazione di classi di scuola primaria da Via Polonia. L’ex 8° C.D. “Gianni Rodari” di Via Fiuggi si interfaccia ed unisce con la S.M.S. Leonardo da Vinci. L’I.C. Don Lorenzo Milani aggrega plessi viciniori. Tra gli altri Istituti Comprensivi, trovano validazione nei Borghi gli storici Istituti di B.go Podgora (Natale Prampolini) e B.go Sabotino (Vito Fabiano) che si estende verso i B.ghi S.Maria, Bainsizza e Montello (solo infanzia) ma in Regione hanno anche pensato di istituire un altro I.C. (il 12°), non immaginato prima, nei Borghi ad Est di Latina, tra Borgo Isonzo e Grappa, Borgo S. Michele (per centralità topografica ideale per gli uffici dirigenziali se non fosse carente di locali), Borgo Faiti e Tor Tre Ponti. A Latina Scalo l’ex VI Circolo (Camillo Caetani) si fonde con la S.M.S. Aldo Manuzio. Abbiamo detto di tutti i nuovi I.C. escluso di quello che, come dirigente scolastico, potrebbe riguardarmi più direttamente, cioè del nascente dalla fusione dell’ex IV C.D. Carlo Goldoni con la SMS Giuseppe Giuliano comprendente la Scuola d’Infanzia Giovanni Paolo II. Questo I.C. avrà gli Uffici di presidenza in Via Sezze 25 (ove funzionano attualmente quelli della Direzione didattica), per ottimale centralità, e risulterà alla fine essere l’istituto dal punto di vista funzionale più omogeneo della città, insistendo tutto all’interno dello stesso grande parco verde che si estende tra Via Sezze e Via Cisterna, e il secondo I.C. più numeroso dopo quello che si forma dalla fusione della Gianni Rodari (ex 8° C.D.) con la Leonardo da Vinci di Via del Lido. Tutto bene quel che finisce bene, allora? Forse… Secondo questo disegno politico regionale dovranno essere istituite ex novo due scuole medie nell’ambito dei nuovi Istituti Comprensivi: una lungo l’asse di Viale Kennedy (Latina Est anche da me, come reggente del II C.D., più volte auspicato e sollecitato a beneficio di quel Quartiere), l’altra probabilmente all’interno della Edmondo de Amicis di Via Col di Lana ma in proposito, come per la scelta delle stesse sedi dirigenziali (uffici), l’ultima parola spetterebbe ai Consigli d’Istituto, considerato che le scuole sopravvivono ancora come Enti autonomi con mantenimento delle proprie prerogative di legge non abrogate nella circostanza. E logicamente, per questa rifasatura e rimodellamento generale, si impone anche un ripensamento degli Organi collegiali (costituiti con i Decreti delegati del 31.05.1974) finalizzati al nuovo governo delle scuole e ad una nuova partecipazione alla gestione degli I.C. E’ evidente che la riorganizzazione della rete scolastica, seguita alla nuova mappatura, è il risultato delle nuove logiche economiche pauperistiche dello Stato e dalla necessità di “far cassa” più che della contrabbandata ricerca di una superiore livello di qualità del servizio basato su uno stringente processo di continuità didattica. In ogni caso questa vasta, profonda e incisiva azione presuppone una trasformazione culturale nel modo di intendere e di far scuola ma anche la fondamentale sinergia d’intenti con gli Enti locali, senza la quale i problemi e le scontentezze delle Comunità degli utenti sarebbero destinati ad aumentare. Intanto il MIUR ha pubblicato nei giorni scorsi, in data 29 dicembre, la Circolare n.110/2011 sulle Iscrizioni scolastiche di ogni ordine e grado per l’anno scolastico 2012/2013. Per la prima volta questa Circolare introduce il “Piano di utilizzo degli edifici scolastici predisposto dagli Enti locali” attraverso “ogni utile forma di razionalizzazione e di indirizzo a livello territoriale“. Un’occasione, più importante delle precedenti, da non perdere assolutamente per la ricerca di una grammatica operativa comune e di quel coordinamento funzionale tra le scuole che è un pò scarseggiato nel passato a causa di visioni egocentriche e di alcuni eccessi nella concorrenza per l’ingaggio degli alunni. Ora “le domande di iscrizione sono accolte entro il limite massimo dei posti complessivamente disponibili nella singola istituzine scolastica, limite definito sulla base delle risorse di organico e dei piani di utilizzo degli edifici scolastici predisposti dagli Enti locali competenti”. E il giusto piano non può prevedere e legittimare più classi rispetto alle aule previste dagli standard di costruzione, 24 per una scuola media. ©Sergio Andreatta - Riproduzione riservata
 
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Chi ha paura dell’autonomia di pensiero e di comportamento delle persone?

Particolarmente in questa nostra età multimediale, qualificata da tante opportunità in più in classe e arricchita da tanti supporti tecnologici come le L.I.M., lo sviluppo del pensiero critico non è solo un valore aggiunto per lo sviluppo delle potenzialità della persona ma un obiettivo irrinunciabile da parte di ogni buona scuola.

di  Sergio Andreatta

Uno dei compiti più significativi che si assegna alla scuola è quello di insegnare a pensare. Un compito assolutamente importante al punto da essere da alcuni ritenuto controverso e perfino pericoloso. C’è, infatti, chi ha paura dell’autonomia di pensiero e di comportamento delle persone, del loro pensiero critico, della loro libertà intellettuale che può tradursi in libertà politica. Questo è il vero punto temibile: la libertà politica. Ma pensare (cogito, ergo sum) è essere, come scrive Renè Descartes. E “pensare è dire no” come scrive Alain nel suo libro “Il cittadino contro i poteri”. La scuola verrebbe essenzialmente meno al suo mandato, alla sua mission se, oltre a promuovere l’intelligenza emotiva, rinunciasse a sviluppare per tempo la criticità nel pensiero dei suoi alunni. Nell’apprendimento lo studente attiva naturalmente un processo di pensiero che lo induce ad elaborare ipotesi (problem solving) per risolvere i problemi. Solo questa è da intendersi, dal punto di vista scientifico, come conoscenza significativa. Non basta il solo insegnamento trasmissivo che “salva la buccia ma perde il cuore del sapere, il fuoco che lo alimenta, la sua bellezza” scrive Italo Fiorin in “Scuola e didattica” (n.2/2011 pag.6). Non basta il vuoto e sterile attivismo, che a volte pur si osserva a scuola, pieno di tante cose vuote ma privo di irrinunciabili significatività. Né bisogna mai fermarsi durante il “romanzo” di formazione ad una concezione meramente utilitaristica del sapere, alla immediata spendibilità (utilità pratica) di abilità e competenze né all’insegnamento verbalistico e nozionistico delle vecchie lezioni magistrali. Bisogna portarli a scoprire, a seguire il filo rosso della ricerca-azione, incamminarli fin dalla scuola dell’infanzia per i “campi di esperienza”, fino alla scoperta e all’uso della prima alfabetizzazione disciplinare (ambiti) nella scuola primaria e del I ciclo, fino a far via via acquisire un metodo di studio che tenga conto, attraverso l’emozione della scoperta, dell’epistemologia propria di ciascuna disciplina. © – Sergio Andreatta, psicopedagogista, dirigente scolastico, saggista. Riproduzione riservata

 

Piano di dimensionamento scolastico della Provincia di Latina. Giustificazioni di politica sociale e scolastica per l’istituzione di un nuovo I.C. nel Quartiere “Latina Ovest”.

Con l’istituzione di un’autonomia scolastica lungo l’asse di Viale Kennedy a Latina la Provincia aveva evitato, ad avviso dello scrivente dirigente scolastico,  una grave iniquità sociale per il Quartiere Latina-Ovest sprovvisto da sempre di una S.M.S. Ora l’occasione dell’I.C., generalizzato ope legis (art.19 della L.n.111/2011), se da un lato rappresenta la possibilità di un nuovo design pedagogico dell’istituto per la valorizzazione del “curricolo in verticale”, dall’altro suggerisce un rilancio delle motivazioni professionali dei docenti ma, soprattutto, può permettere l’insediarsi di una nuova strategia scolastica sul territorio. Materia certamente deferita ai politici, in ultimo quelli del Consiglio Regionale del Lazio, che non possono e non debbono mostrarsi insensibili alle necessità degli utenti. Il Quartiere (Latina-Ovest) nel capoluogo pontino risulta essere il più aperto di tutti gli altri alle dinamiche dell’inclusività sociale degli stranieri migranti e bisognevole, quindi, di particolari attenzioni sulle politiche scolastiche (“de jure condendo” con una nuova scuola media tutta da inventare) al fine di potersi costituire in un nuovo I.C. 

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La tesi e la giustificazione per l’istituzione di un nuovo I.C. a Latina-Ovest, (e i politici locali di una parte e dell’altra se ne dovrebbero fare maggiormente carico) era ed è che non si possa abbandonare a se stesso e al suo declino il Quartiere più soggetto a  fenomeni di consistente mobilità sociale del capoluogo, con molte persone straniere provenienti dai Paesi dall’Est Europa, dal Magreb e dal Sud del mondo; un Quartiere popolare già culturalmente deprivato e socialmente precario per vari fenomeni, anche di ordine pubblico, più propriamente contraddistinto da acuti fenomeni di dispersione scolastica non soltanto per l’alta densità degli alunni stranieri e come tale riconosciuto dal MIUR e finanziato dall’USR del Lazio. Né si può ignorare, al contrario, per la continuità nel sistema scolastico pubblico l’insistenza sullo stesso bacino di ben tre Istituti Superiori come il Liceo Artistico, il Pedagogico Manzoni e il tecnologico Marconi. Un I.C. in loco era ed è ritenuto, quindi, assolutamente necessario per garantire la processualità dei cicli scolastici (I e II) e la tanto conclamata continuità didattica messa perfino in capo, come nobile giustificazione, allo stesso citato art. 19, c.4. La previsione urbanistica e demografica per lo stesso Quartiere “Latina-Ovest” immagina nei prossimi anni uno sviluppo di edilizia residenziale nell’ex area SVAR, lungo Via Torre La Felce e in fondo a Viale Kennedy sull’altro capo e fa propendere per una valorizzazione anche scolastica di questo stesso territorio. La tesi del sottoscritto dirigente scolastico va anche a considerare, a livello di costi, la reperibilità strutturale senza oneri aggiuntivi e la pronta disponibilità della Sede per la nuova scuola media da istituire, individuata in Via Bruxelles nel Plesso della ex Scuola Media Dante Alighieri di proprietà del Comune (ma possibile anche negli stessi locali di Via Po).

La criticità del dimensionamento, che importa minori autonomie scolastiche per l’elevazione del prerequisiti numerici, è individuabile a Latina, oltre che dalla presenza di megastrutture di scuola media che egocentricamente non accettano di essere “spacchettate”, dalla concentrazione e densità (attuale) di ben 4 autonomie della stessa tipologia nel giro di soli 2 km, da via Quarto, a Via Bachelet, a Via del Lido, a Via Fiuggi. L’unica autonomia di I ciclo scolastico esistente in Latina-Ovest (grosso modo coincidente col II Circolo didattico), decontestualizzata e a se stante perché non assediata da altre viciniori e per tutte le caratteristiche socio-educative che sono state prima brevemente enunciate non merita di essere pertanto sacrificata a guadagno di altre solo perchè politicamente (mal-politicamente, si direbbe) più sostenute e supportate. Né si può decidere sulla delicata questione sulla spinta di una strategia strumentale, o sulla base di un corteo furbescamente orchestrato (cui un altro se ne potrebbe contrapporre) o dello spettacolare incatenamento “finto-esasperato” di qualcuno alla ringhiera di una scuola. Non può vincerla sempre lo strillone di turno ma solo la logica della ragione sociale. Sembrano altre infatti le ragioni obiettive per cui si debba decidere, ben oltre quelle di una conclamata autoreferenzialità  e di un presunto e rivendicato “metodo sperimentale” che non finisce mai di esserlo nella sua intraguardata imprecisione. Il buon politico (e ce ne sono di buoni anche nella nostra Regione bisogna pur dirlo per non farsi irretire dai sentori di un diffuso qualunquismo) deve programmare e puntare, come obiettivo, alla migliore capacità di espressione e di rappresentazione non soltanto della scuola ma dello stesso Quartiere, alla sua aggregazione, coesione e qualità di comunità in sé ma anche ad una sua efficace inclusione sociale nell’ordinato tessuto complessivo della Città.  

La politica regionale, nella sua sensibilità e responsabilità, non può che dare al Quartiere, si spera, le attese conferme di civiltà in un momento di complessità e di radicale cambiamento degli scenari e di imposta economia attraverso la verticalizzazione dei processi di apprendimento e degli Istituti scolastici che li organizzano.

IL DIRIGENTE SCOLASTICO

Dott. Prof. Sergio Andreatta

(Titolare del IV C.D. e reggente del II C.D. Latina. Psicopedagogista e autore del libro “Bambini una volta”)

* DESTINATARI DELLA LETTERA:

Prot. n° 5443/A11 del 21.12.2011/ Pag.2/2   

                                   Al Presidente della Regione Lazio

 On. le Renata Polverini

All’Assessore alla P.I. e alle Politiche Giovanili della Regione Lazio

On.le Dott.ssa Gabriella Sentinelli

Al Presidente del Consiglio Regionale

On. le Mario Abbruzzese

Al Direttore Generale dell’USP per il Lazio

Dott.ssa Maddalena Novelli

Al Presidente dell’Amministrazione Provinciale di Latina

On.le Armando Cusani

All’Assessore alla P.I. Provincia di Latina

Dott. Giuseppe Schiboni

Al Responsabile delle Politiche scolastiche della Prov. di Latina

Prof. Vincenzo Mattei

Al Sindaco di Latina

On. le Giovanni Di Giorgi

All’Assessore alla P.I. Com. Latina

Dott.ssa Marilena Sovrani

Al Dirigente dell’ATP/USP Latina

Dott.ssa Maria Rita Calvosa

E p.c. Al Presidente del Consiglio di Circolo II di Latina

M.llo Ferdinando Russo

LORO SEDI

(SEGUE: Ecco alcuni Progetti del II Circolo Didattico di Latina, diverso per contesto sociale ma non inferiore per qualità didattica a nessun altro):

Come predisporsi a diventarlo superando una preselezione di quiz, due prove scritte e un colloquio. Ma nel recente passato sono stati molti i concorsi riservati, cioè semplificati a vantaggio di certe categorie di docenti.
 
I temi del Concorso per dirigente scolastico in Italia e nel Lazio
 
di Sergio Andreatta
 
La prima osservazione che mi è venuta in mente quando ho letto le tracce dei due temi assegnati nei giorni scorsi ai docenti candidati al Concorso per dirigente scolastico, è che ogni USR d’Italia abbia inteso agire in assoluta autonomia e proporre delle proprie tracce indipendenti, talmente diverse alcune da quelle delle altre Regioni italiane da legittimare perfino il pensiero di un diverso grado di difficoltà prospettato da alcune rispetto ad altre. Né è necessaria una minuziosa analisi comparativa per dimostrarlo. Singolare questa procedura per procedure asistemiche.
Tracce semplicemente diverse e implicanti, comunque, un diverso approccio intellettuale e, in prospettiva per l’esito, una diversa possibile valutazione (quest’aspetto accentuato rispetto al mio concorso – unico nazionale del 1977 – anche dalle diverse commissioni di esaminatori neanche tra loro correlate e coordinate). Si stenta a credere che ciò sia potuto accadere essendo una la Repubblica e unica, al di là delle caratteristiche personali di ogni candidato, la funzione dirigenziale scolastica e l’idea che di essa nel suo intento vuole dare l’Amministrazione Centrale. Questa pluralità di indirizzi non mi pare la migliore premessa e un’assoluta garanzia sul minimo comun denominatore di equanimità nel giudizio. Così potrebbe accadere di tutto, anche – non soltanto sospettabilmente – che in alcune Regioni del Sud tradizionalmente più suscettibili di altre al fascino delle clientele e delle raccomandazioni, se non si sovvertono i parametri di giudizio, si subiscano le interferenze politiche più eterogenee. Ed ecco le due tracce assegnate nel Lazio e preposte, per dura selezione, al subitaneo scarto di oltre 500 candidati su poco più di 900. A ben leggerli i temi assegnati non soltanto sembrano alla portata di tutti i candidati, ma addirittura di facile svolgimento. In realtà l’apparente facilità delle argomentazioni può mascherare alcune insidie. Si pensa, infatti, che ci possa essere sempre un modo migliore e più efficace per ottimizzare le proprie risposte, per “bucare il video” e farsi notare come originali e in ogni caso con questa selezione ci fermiamo ancora ad un ambito teorico che non esamina i comportamenti sul campo del futuro DS e non salvaguarda affatto il sistema da eventuali fallimenti. E ci saranno, forse, dirigenti esperti (passaggio non previsto ma prevedibile) ad affiancare come tutor i neovincitori di concorso, neanche esposti ad un periodo di prova? 
 
Prima prova – 14 dicembre 2011
1- Una scuola che sente il bisogno di rendere conto del proprio operare sente la responsabilità del proprio mandato. In tale prospettiva, delinei il candidato le funzioni e i compiti del dirigente scolastico.
Ed ecco alcuni richiami: responsabilità, efficacia nei molteplici processi del mandato, pubblicità/trasparenza. Sul mandato, chi lo conferisce e perché nell’interesse degli studenti e delle famiglie. Per la filiera della valutazione dall’autoanalisi alle varie procedure dell’etero-valutazione (vero punto debole oggi) fino alla valutazione percepita (client satisfaction). E questo nella scissione dei processi in rapporto ai compiti della funzione per ognuno di essi. “Rendere conto” del proprio operare, come vuole un concetto dottrinale di democrazia, non vuol dire soltanto renderlo per gli aspetti gestionali e amministrativi del Programma finanziario, e contabili in generale ma molto più ampiamente a 360°, in tutte le dimensioni previste dalla funzione “politica” del DS relativamente al sapere (propria cultura professionale), al saper fare (strategia operatoria), al saper essere (rapporti con i vari mondi interni ed esterni), al saper scegliere (capacità di elaborare ed impostare linee-guida. “Render conto” vuol, soprattutto, dire che il D.S. ed i docenti devono essere ben consapevoli che l’art. 30 della Costituzione affida ai genitori il “dovere e il diritto di… istruire ed educare i figli, …” e che la scuola, come servizio pubblico, li aiuta ad assolvere questo loro compito.
Seconda prova – 15 dicembre 2011
2- Un dirigente scolastico recentemente assegnato ad un istituto deve affrontare il problema rappresentato dal crescente numero di iscrizioni da parte di alunni provenienti da contesti migratori. Alcuni docenti, non particolarmente formati ai processi di inclusione sociale e/o lavorativa  e all’innovazione, faticano a trovare strategie che consentano il conseguimento di esiti formativi efficaci. Il candidato descriva le azioni professionali promosse dal dirigente scolastico per la realizzazione del mandato istituzionale.
Il contesto migratorio, così attuale, vivo e pungente nella società italiana di oggi (basti riflettere ai recenti episodi di cronaca di Pantelleria, Torino e Firenze), non è in sé un “beauty contest” ma qualcosa che comporta un ulteriore gradiente di difficoltà nei processi formativi. Anche i docenti più aperti e accoglienti si trovano a doversi porre e ad affrontare alcune questioni, da quelle di cultura, religione, lingua e sensibilità diverse, all’emergenza di alcuni fenomeni di bullismo. Stranieri diversi nel loro modo di essere, di apparire e di esistere. Stranieri in cerca di una “facile” collocazione nel tessuto civile e di un reimpianto nella nuova sociosfera. Stranieri in lotta quotidiana, spesso in una cornice di diffidenza pubblica e  con il bisogno di un’integrazione sociale e lavorativa. Stranieri che perseguono, come è nel diritto internazionale, un’idea di progresso e di indipendenza economica. Stranieri in pari dignità e da trattare senza discriminazione per l’art. 3 della Costituzione Italiana, non soltanto nel fondato principio ma concretamente nei fatti. Stranieri che aspirano al diritto al soggiorno, se ne hanno i requisiti, e da non sfruttare per lavori in nero. Stranieri alla ricerca di migliori condizioni di vita, e spesso di libertà, rispetto ai Paesi della loro origine. Stranieri con la prospettiva a medio raggio del conseguimento della cittadinanza italiana per loro e, soprattutto, per i loro figli, se sapranno conformarsi alle leggi dello Stato italiano. Di fronte a questi arrivi che vanno a cancellare demograficamente il saldo passivo della natalità degli italiani e la carenza di manodopera, di fronte alle nuove dinamiche, in alcuni quartieri più vorticose, come approntare strategie che consentano il conseguimento degli esiti più efficaci? Ormai siamo abituati all’interno dei nostri Istituti ai Progetti di multiculturalità e d’interculturalità. Talvolta semplici stereotipie per esorcizzare i nostri tabù perché ci fermiamo al colore della presenza e al semplice folklore di usi, costumi e tradizioni importati dai vari paesi. Talvolta ci  mettiamo anche a tavola per condividere insieme alcuni menù, ma alla fine stentiamo a disancorarci da alcuni pregiudizi e con una certa dose di ipocrisia ognuno finisce col rimanere trincerato nelle sue posizioni. Razzismo magari no, sono minoritarie tali censurabili vicende ma non sappiamo andare oltre. Eppure l’antica Roma imperiale e il Cristianesimo fin dalle sue origini sono lì a indicarci le vie dell’intelligente e amico cosmopolitismo. Una scuola attenta, secondo le sue possibilità e le sue competenze, predispone ogni misura per favorire la comunicazione con le famiglie e promuovere l’insegnamento della lingua italiana dei bambini immigrati e, sostenibilmente, il mantenimento di quella di origine. Il M.I.U.R. già da alcuni anni emana disposizioni in merito e, attraverso gli U.S.R., finanzia i progetti più significativi delle aree a più forte tasso migratorio. Nell’ambito delle iniziative per lo sviluppo del dialogo interculturale e in concomitanza con la preparazione di un Libro verde sulla migrazione e l’istruzione (Migration & mobility: challenges and opportunities for EU education systems), la Commissione europea ha chiesto nell’anno 2008 alla rete Eurydice di aggiornare parzialmente l’indagine precedente (2004) sull’integrazione scolastica dei bambini immigrati in Europa. In particolare, si è scelto di aggiornare i dati relativi alla comunicazione tra scuola e famiglie di alunni immigrati e quelli concernenti l’insegnamento della lingua d’origine. E’ questa “la difficile scommessa” dei giorni nostri, come ho chiamato un progetto in funzione nel mio IV Circolo didattico di Latina da oltre 15 anni. Guardiamo, per certi versi, all’esempio della Comunità di S.Egidio il cui fondatore è diventato ministro in questi giorni, traiamone spunti e conclusioni. In principio era il … verbo, la lingua, la comunicazione, le espressioni empatiche tra pari e con i professori. E’ questo lo start dell’acquisizione per ogni buona accoglienza in considerazione che l’altro non è comunque da intendersi mai come “il mio inferno” (J.P.Sârtre). Potrei addentrami in altri percorsi formativi e didattici specifici sui diversi livelli, sviscerarli tecnicamente, ma preferisco chiudere qui il sipario di questo breve e incompleto ripercorrimento sulle tracce dei due temi del concorso a dirigente della scuola pubblica italiana. “Nel ruolo dei capi d’istituto da 33 anni, malgrado le tante incombenze giornaliere, ancora mi diverto – assicura il prof. Sergio Andreatta – se non soffoco del tutto la mia intelligenza emotiva, se non ripudio le mie visioni un pò infantili e, soprattutto, se coltivo  il desiderio di stabilire ogni giorno nuove combinazioni tra il pensiero mio e quello degli altri, mescolando l’economia dell’apprendimento e della pratica ormai per abitudine alle stimolanti novità di una mente che deve essere sempre creativa per la risoluzione migliore dei problemi.  E per la risoluzione creativa dei problemi, scrive lo psicologo di Yale Robert Sternberg, è essenziale riuscire a individuare i segnali rilevanti, separandoli dai rumori di fondo che rilevanti non sono. Psicologia e filosofia di vita. Ecco, il dirigente scolastico sia un creativo sia pure integrato nel suo contesto. Questo il mio augurio alle nuove leve”. © Riproduzione riservata.
 

Madre Camilla Andreatta

“L’amore inizia quando si inizia ad amare”

Letterina di Natale 2011 (PDF)

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Carissimi Amici e Benefattori della nostra bella Esmeraldas,

con gioia mi accingo a comunicare con Voi in occasione delle feste natalizie. Qualsiasi cosa si dica o si possa dire il Natale viene prima come emozione che ci fa tornare tutti un po’ bambini. E se in casa vi sono “bambini”, figli, nipoti o pronipoti è così naturale ritrovare, anche per chi ha una certa età, l’atmosfera della sua fanciullezza.

A Esmeraldas i bambini non mancano mai. Grappoli di niños con faccette tristi a volte, più spesso sorridenti, con davanti un avvenire chissà quale… Una delle mie gioie mattiniere al Centro Medico dove lavoro e quella di avvicinarmi a loro, bambini a volte sconosciuti, per fargli spuntare dal volto un sorriso. E spesso ci riesco con una carezza o con una caramella. Sarò un po’ naïf ma a volte penso di avere ancora il cuore un po’ “bambino” come il loro. Sarà per questo ci intendiamo subito?

L’amore inizia quando si inizia ad amare” scrive in un suo pensiero la nota scrittrice argentina Graciela De Filippis e ancora che ci vuole poco per essere felici: “La felicità dipende solo da noi, sicuramente più di tutte le cose materiali che molte volte ci gratificano, ma che ci procurano solo un’ allegria effimera per l’acquisto fatto…

Stiamo vivendo momenti carichi di incertezze, di paure, di timori. Stiamo dubitando ogni giorno sul vero significato della vita, stiamo abbandonando la fede…

Se osserviamo l’uomo spesso incontriamo solo un essere alla ricerca della soddisfazione personale attraverso mete e obiettivi che, nella maggior parte dei casi, sono legati al consumismo, ai soldi e poche volte scopriamo un uomo preoccupato di essere una persona moralmente migliore, felice delle cose quotidiane, quelle di tutti i giorni.

In questo andare e venire, in questo mondo pieno di ambizioni le parole onestà, solidarietà, amore e bene, sembrano venire dimenticate e non ci rendiamo ben conto che sono loro invece la porta che, se aperta, ci conduce a una vita migliore.

I grandi progetti per realizzarsi hanno bisogno di fondersi con il bene, l’onestà, la solidarietà e, soprattutto, con l’amore al prossimo.

Dobbiamo credere nella vita al di là e oltre tutto ciò che può succederci e, soprattutto, trasmettere un messaggio chiaro ai nostri figli perché essi scoprano e condividano il vero cammino verso la felicità.” In questo periodo stiamo dando una mano all’Ospedale Civile di Esmeraldas. Dopo tanti anni lo stanno ristrutturando e ci hanno chiesto di ospitare i medici per le visite esterne agli ammalati. Passano circa 250 persone al giorno. Il nostro Centro non é molto grande, ma abbiamo potuto rimediare per loro 13 stanze. Abbiamo aperto anche un piccolo bar per un minimo di confort durante le ore di attesa. Ci sentiamo il cagnolino che ospita in casa sua un leone, ma riusciamo a convivere abbastanza serenamente lo stesso.

Così serenamente continua anche il mio lavoro con i nostri medici, con le adozioni a distanza, con radio “Antena libre” la domenica, con la Parrocchia e con la comunità…

Il Natale si avvicina a grandi passi ed é sempre bello sentirVi vicini. Dai giornali che arrivano, apprendo notizie di difficoltà e precarietà, quanto la vita sia dura anche in Italia e Vi ammiro perché, nonostante tutto, mantenete i legami di solidarietà con il progetto che avete intrapreso con me, per i nostri bambini e i giovani, per le persone diversamente abili, per l’Hogar Campesino e per tutti coloro che per una ragione o per un altra hanno bisogno di una mano che li animi e sollevi dalla miseria.

Anche quest’anno, grazie a Voi, molti sorrisi sono fioriti su labbra stanche, per non dire disperate a volte, per assenza di prospettive su una vita migliore, per l’incerto futuro. In questi giorni circa 3.000 dipendenti pubblici di Esmeraldas sono stati costretti dalle tristi vicende economiche del Paese a firmare la rinuncia “volontaria” al loro lavoro. Come faranno a mandare i loro figli a scuola se neanche la statale qui é completamente gratuita?

Progetti realizzati con Voi nel 2011

Progetto Educamy Euro Dollari
121 bambini delle Elementari 15.557,14 21.780,00
92 adolescenti per le Medie 14.457,14 20.240,00
88 ragazzi/e del Liceo 16.342,85 22.880,00
60 Universitari/e 13.714,28 19.200,00
60 bambini non adottati 1.053,11 1.474,35
Progetto Vaso Rotto    
24 Bambini, 35 Adulti 11.030.26 15.442,37
Medicine gratuite a poveri 5.192.52 7.269,53
Progetto “Hogar Campesino”    
Costruzione serbatoio acqua e scala 2.837,00 3.973.35
Cibo, medicine, materiale scolastico 1.757.69 2.460.72
Progetto “Avevo fame…”    
Cibo settimanale a 42 famiglie 4.766.28 6.672,08
Totale 81.941.97 114.720,32

Devo dire che per il Progetto “Hogar Campesino”, finita la casa, abbiamo ricevuto aiuti dai benefattori locali per dotarla di un deposito dell’acqua e per costruire la scala. Abbiamo attivato varie attività per raccogliere fondi e ora, con la casa nuova, siamo costretti a chiedere ai genitori degli ospiti un minimo contributo mensile di 10,00 $ per bambino. Vorremmo, poco a poco, rendere indipendente l’opera. Contiamo sui 2.000,00 €. che ci invia annualmente l’ Associazione “Alito” di Ancona per il mantenimento dei bambini, così 19 delle Elementari e 4 delle Medie hanno potuto godere delle attenzioni privilegiate di questa casa.

A Voi tutti il nostro ricordo. Lo sapete bene che noi contiamo sul Vostro affetto e sulla Vostra solidarietà. Tutto questo noi lo ricambiamo come possiamo, con una profonda riconoscenza e con preghiere quotidiane per tutti Voi, i Vostri Famigliari e gli Amici. Per la Vostra salute.

Che il Natale ci porti la certezza che aiutando chi ha bisogno aiutiamo anche un po’ noi stessi: Diamo a Gesù l’opportunità di nascere nella grotta calda del nostro cuore. Che il Signore Vi benedica.

Con intenso e cordiale affetto.                                          

Sr. Camilla Andreatta

Missionaria Comboniana in Esmeraldas

madrecamilla@gmail.com

12th dic, 2011

In vista del Natale 2011

In vista del Natale. Breve riflessione e 3 foto di Sergio Andreatta.

seconda pagina Natale (Il presepe della Scuola dell’Infanzia Giovanni Paolo II – IV Circolo didattico di Latina).

Siamo chiamati ad agire nel presente ma della nostra “memoria bambina” rimangono tracce indelebili, così il Natale che suscita sempre forti emozioni e fascini discreti. Dalla mia memoria emergono presepi poveri di pasta di pane o di creta e, da fanciullo, sagome di compensato tagliate col seghello da mio fratello. Sul tema del presepe si esercita la creatività e l’abilità manuale dei ragazzi che ci danno quasi l’idea di disegnare scenografie tra sogno e realtà attingendo a ciò che è loro rimasto impresso nella memoria da esperienze precedenti o da ciò che hanno visto altrove.  E come nei sogni può esserci lo sconfinamento dalla realtà, una prevalenza di immaginazione. Suscitiamo, quindi, intorno a noi, il bel sentimento del Natale senza cadere nel tranello dell’ipersensibilità che ci fa escludere l’espansione dei nostri sentimenti culturali e tradizionali per paura di offendere l’altro, di altra cultura o di altra religione che pure con noi convive in questo nostro meraviglioso Paese aperto e accogliente con tutti. L’autorinuncia ai legami della storia non ci fa bene. Coltiviamolo in casa, il presepio e anche l’albero di Natale se ci fa piacere, come aspetto dell’educazione familiare, oltre che come origine della civiltà cristiana. E a scuola, prima ancora del valore di quell’antica tradizione che si fa risalire al S.Francesco di Greccio (1223), non sottovalutiamone in tutte le sue dimensioni la portata pedagogica. Sergio Andreatta

 

www.andreatta.it  581.

Il Sindaco di Latina avv. Giovanni Di Giorgi, insieme al presidente della Commissione Lavori Pubblici Michele Nasso, all’assessore all’istruzione Marilena Sovrani, al presidente del Consiglio comunale, Nicola Calandrini, al consigliere comunale Maurizio Patarini e ad alcuni tecnici comunali, ieri ha fatto visita alla Scuola Primaria “Giuseppe Mazzini” di Borgo S. Michele per un sopralluogo teso alla verifica, insieme con il dirigente scolastico del IV Circolo didattico di Latina prof. Sergio Andreatta, di alcune problematiche emerse e per incontrare i genitori degli alunni del borgo. Il dirigente scolastico  nei mesi scorsi aveva inoltrato al Comune alcune lettere di sollecito, soprattutto, per segnalare la preoccupante carenza di aule didattiche in vista del prossimo anno scolastico 2012/’13. All’uscita di una classe V corrisponderà, infatti, l’ingresso di due o tre classi I.

Gli stessi Genitori da tempo opportunamente corresponsabilizzati dalle Insegnanti, qualche giorno fa, avevano sollecitato la visita del primo cittadino per una prospettiva concreta di ampliamento del plesso scolastico in conseguenza dell’aumento del numero degli alunni già dal prossimo anno. San Michele è un Borgo in rapido sviluppo, molto cresciuto urbanisticamente e demograficamente negli ultimi dieci anni. Nell’ambito del progetto di adeguamento dell’edilizia scolastica il 14 settembre 2009 il sindaco on.le Vincenzo Zaccheo aveva inaugurato la nuova Scuola dell’Infanzia “Città di Latina”, su bel progetto dell’ing. Antonio Ciotoli, intensamente voluta dal prof. Sergio Andreatta. Il sindaco Di Giorgi e il suo staff, accompagnati dal dirigente scolastico, hanno quindi visitato il plesso insieme alla delegazione dei genitori. E via via venivano condivise le più impellenti necessità di effettuazione di interventi, anche di manutenzione ordinaria e straordinaria.

Abbiamo preso atto della necessità di dotare questa Scuola di almeno altre due aule per il prossimo anno – ha affermato il Sindaco -.  Con i tecnici comunali e il dirigente scolastico stiamo studiando la soluzione migliore per intervenire. Del resto Borgo San Michele è cresciuto molto negli ultimi anni e quindi vi sono carenze nei servizi e noi su queste vogliamo intervenire. Ringrazio i genitori e il dirigente scolastico per la collaborazione che in questi casi è più che mai importante. Ho anche avuto modo di visitare la scuola comunale dell’infanzia, una bellissima e nuova struttura al servizio dell’intero Borgo”.

M.I.U.R.

 Ufficio Scolastico Regionale  per il Lazio

Direzione Didattica Statale 2° Circolo di Latina

Via Po – 04100 Latina    

Tel. 0773/693715 – Fax 0773/661248

LTEE00200E@istruzione.it

 

Prot. n° 5094/A11 del 29.11.2011  

Dimensionamento scolastico nel Lazio. Lettera (PDF) al Presidente della Regione Lazio e ad altre Autorità per motivare e sostenere le ragioni di un’istituzione.                                                              

 

 

Al Presidente della Regione Lazio

 On. le Renata Polverini

All’Assessore alla P.I. e alle Politiche Giovanili della Regione Lazio

On.le Dott.ssa Gabriella Sentinelli

Al Presidente del Consiglio Regionale

On. le Mario Abruzzese

Al Direttore Generale dell’USP per il Lazio

Dott.ssa Maddalena Novelli

Al Presidente dell’Amministrazione Provinciale di Latina

On.le Armando Cusani

All’Assessore alle Politiche Scolastiche della Provincia di Latina

Dott. Giuseppe Schiboni

Al Responsabile delle Politiche scolastiche della Prov. di Latina

Prof. Vincenzo Mattei

Al Sindaco di Latina

On. le Giovanni Di Giorgi

All’Assessore alla P.I. Com. Latina

Dott.ssa Marilena Sovrani

Al Dirigente dell’ATP/USP Latina

Dott.ssa Maria Rita Calvosa

E p.c. Al Presidente del Consiglio di Circolo II di Latina

M.llo Ferdinando Russo

LORO SEDI

 

Ogg. Piano di dimensionamento scolastico provinciale di Latina: richiesta di mantenimento del V I.C. “Latina Ovest” (già deliberato dal Consiglio Provinciale il 14.11.2011) per il prossimo anno scolastico. Giustificazioni di politica sociale e scolastica.

 

L’occasione dell’I.C., generalizzato ope legis, se da un lato rappresenta la possibilità di un nuovo design pedagogico dell’istituto per la valorizzazione del “curricolo in verticale”, dall’altro suggerisce un rilancio delle motivazioni professionali dei docenti.  Con l’istituzione di un’autonomia scolastica lungo l’asse di Viale Kennedy la Provincia ha evitato, ad avviso del dirigente scolastico Andreatta, un’iniquità sociale. Se ad ogni istituzione scolastica, perfino ad ogni soggetto o personalità, si dovesse riconoscere il diritto alla soddisfazione delle proprie istanze, la stessa dovrebbe essere al contrario negata ad un intero Quartiere? E quasi alla vigilia delle iscrizioni 2012/’13, atteso il chiarimento regionale che ancora manca, il protrarsi delle rivendicazioni polemiche nella loro asprezza, al posto della dovuta collaborazione, potrebbe anche essere interpretato come

un atto di boicottaggio. Al II C.D. di Via Po cui servono, indispensabilmente,  numeri e qualità (per le maggiori difficoltà “de jure condendo” di una nuova scuola media tutta da inventare) per potersi costituire in I.C. a beneficio di un Quartiere (Latina-Ovest) che non ne ha e non ne avrebbe altri. Non sia permesso che un Quartiere già deprivato di servizi di base e di uffici istituzionali di riferimento diventi ancora più povero ed emarginato.

Il Consiglio d’Istituto del II C. D. di Latina, in ordine al Piano di dimensionamento scolastico approvato il 14.11.2011 dal Consiglio Provinciale che ha elevato a 11 da 10 gli I.C. nel capoluogo, si pone in una logica di piena condivisione politica della strategia che ha ispirato tale progetto. All’unanimità delle sue varie componenti il Consiglio di Circolo esprime soddisfazione e gratitudine per la configurazione di un Istituto autonomo di 1090 alunni, più una scuola media nuova da istituire, nel Quartiere “Latina-Ovest” lungo l’asse di Viale Kennedy e Via Romagnoli fino a Col di Lana. Tutte le componenti del II C.D. di Latina, dai genitori, agli insegnanti, agli ATA, gli Organi Collegiali a partire dai Consigli di Interclasse /intersezione, per finire con il Consiglio d’Istituto, che il 24 novembre ha formalizzato in tal senso con una delibera,  condividono in pieno e senza riserve il deliberato del Consiglio Provinciale di Latina.  Tale Piano approvato ai sensi della L.n.111/2011, art. 19, c.4. una volta definitivamente adottato dal Consiglio Regionale del Lazio entrerà in vigore dall’a.s. 2012/’13. La determinazione adottata di impostare 11 I.C. sembra soddisfare meglio anche i Sindacati (alcuni di essi spingerebbero anzi per l’istituzione di 12)  per i posti di lavoro che vengono ad aggiungersi con l’istituzione di un Ufficio di Dirigenza in più (1 D.S., 1 DSGA e 5 assistenti amministrativi). Il massimo organo collegiale della scuola, il  Consiglio d’istituto, ha manifestato unanime convergenza e pieno supporto politico alla tesi fin dall’inizio delineata dal  dirigente scolastico Sergio Andreatta per il mantenimento dell’autonomia e grande soddisfazione sul deliberato provinciale che non va a mortificare un intero Quartiere. La tesi del dirigente reggente era ed è che non si potesse abbandonare a se stesso e al suo declino, privandolo di un I.C., il quartiere più soggetto a consistenti fenomeni di mobilità sociale del capoluogo, anche di stranieri dall’est Europa, dal Magreb e dal sud del mondo(*); un quartiere socio culturalmente deprivato e socialmente precario per vari fenomeni anche di ordine pubblico, contraddistinto da acuti fenomeni di dispersione scolastica non soltanto per l’alta densità degli alunni stranieri e come tale riconosciuto dal MIUR e finanziato dall’USR del Lazio. Né si poteva e si può ignorare, al contrario, la presenza sulla stessa area o bacino di ben tre Istituti Superiori come il Liceo Artistico, il Pedagogico Manzoni e il tecnologico Marconi. Un I.C. in loco era ed è ritenuto, quindi, assolutamente necessario per garantire la processualità dei cicli scolastici (I e II) e la tanto conclamata continuità didattica messa perfino in capo, come nobile giustificazione, allo stesso citato art. 19, c.4. La tesi ignorata per strada, malgrado le significative e imperdibili argomentazioni del dirigente Andreatta, dalla Giunta Comunale di Latina e dalla previa Commissione Mista (seppure lo stesso Sindaco avesse avanzato a sblocco della situazione una sua proposta per l’istituzione di un I.C. a Col di Lana) ha trovato migliore accoglienza nella Commissione tecnica provinciale e nel deliberato del Consiglio Provinciale. La tesi del dirigente scolastico Andreatta andava a considerare, perfino, la previsione urbanistica e demografica dello stesso Quartiere “Latina-Ovest” dove è previsto nei prossimi anni uno sviluppo di edilizia residenziale nell’ex area SVAR, lungo Via Torre La Felce e in fondo a Viale Kennedy sull’altro capo. La tesi del dirigente scolastico Andreatta andava anche a considerare la pronta disponibilità della sede per la nuova scuola media da istituire, da lui individuata in Via Bruxelles nel Plesso della ex Scuola Media Dante Alighieri di proprietà del Comune. Aver ricompattato la consistenza anagrafica del nuovo I.C. secondo i requisiti degli oltre 1000 studenti, sottraendo i plessi periferici e lontani come il Pantanaccio e il Gionchetto, meglio interfacciabili con altri I.C. viciniori, e addizionando, per necessità di numero e qualità, i plessi di Via Bucarest e di scuola primaria di Via Polonia (Scuola S. Giovanni Bosco) a meno di 500 m. dalla futura scuola media Dante Alighieri di Via Bruxelles, al di là delle mozioni politiche di parte, delle pretestuose polemiche che aprono la porta solo a confusione e disorientamento e di suscitabili e suscitati interessi personali e soggettivi, ineccepibili come tali ma privi di cittadinanza come valido presupposto ad un atto di valore politico e giuridico, è parso a tutte le componenti scolastiche di Via Po un segno da condividere e altamente apprezzare perché va a colmare una prefigurata e segnalata assenza di scuola media e di dirigenza scolastica nel quartiere, oltre che a contrastare la soppressione dell’attuale autonomia scolastica di Via Po troppo frettolosamente destinata ad essere frantumata a beneficio di altri interessati, I.C. che non possono esercitare diritti e prelazioni e che, a ben vedere, non ne hanno neanche bisogno ai fini della loro costituzione. La criticità del dimensionamento, che importa minori autonomie scolastiche per l’elevazione del prerequisiti numerici, è individuabile a Latina, oltre che dalle megastrutture di scuola media che non accettano di essere “spacchettate”, dalla concentrazione e densità (attuale) di ben 4 autonomie nel giro di 2 km, da via Quarto, a Via Bachelet, a Via del Lido, a Via Fiuggi. L’unica autonomia di I ciclo scolastico decontestualizzata esistente in Latina-Ovest, a se stante perché non assediata da altre, per tutte le caratteristiche socio educative che sono state prima citate, non meritava pertanto e non merita di venire discussa e soppressa. Potrà così migliorare la capacità di espressione e di rappresentazione non soltanto della scuola ma dello stesso Quartiere, la sua aggregazione, coesione e qualità di comunità in sè.  E’ un segno di civiltà nella politica scolastica. Ricordare con nostalgia tutti i cammini di qualità fatti in passato, interni ad una direzione didattica vero perno di scuola popolare, in un momento di complessità e di radicale cambiamento degli scenari e di imposta verticalizzazione dei processi, poco torna utile. Il passato e la memoria non possono costituire un ostacolo al futuro, la giornata di ieri impedire il sorgere del domani seppure al bel tempo si dovesse sostituire la previsione del variabile. Piuttosto che modello di “scuola unica” pensiamo e vogliamo noi dall’interno? Quali sono le scelte organizzative e curriculari che riteniamo più efficaci per l’utenza?  E che cosa riteniamo di promuovere di nuovo per assicurarle all’interno di ogni autonomia scolastica così mappata?

IL DIRIGENTE SCOLASTICO

Dott. prof. Sergio Andreatta

(Titolare del IV C.D. e Reggente del II C.D. Latina, psicopedagogista e autore del libro “Bambini una volta”)

Questa Relazione è stata approvata all’unanimità dal Consiglio di Circolo (II C.D. di Latina).

www.andreatta.it  A R T I C O L I     C O R R E L A T I  0  -   1  –  2  –  3  4 - 6  – 7

(*) Per questo il II C.D. di Latina rientra nel Progetto “Rete territoriale per il dialogo interculturale, Prog. – 8747″ nell’ambito dell’Azione n.4 del Bando del Ministero dell’Interno (Dipartimento per le Libertà Civili e l’Immigrazione) – progetto co-finanziato con il Fondo Europeo per l’Integrazione di Cittadini di Paesi Terzi.

(C.D. sta per Circolo Didattico. I.C. per Istituto Comprensivo gestore della scolarizzazione di studenti da 3 a 14 anni: I ciclo scolastico o di base: infanzia, primaria, media. D.S. sta per Dirigente scolastico. D.S.G.A. per Direttore dei Servizi Generali e Amministrativi).

 

IL PIANO DI DIMENSIONAMENTO SCOLASTICO APPROVATO DALLA PROVINCIA DI LATINA

il 14.11.2011 prevede l’istituzione di un 11° Istituto comprensivo nel Quartiere Latina Ovest con le scuole dell’ex II CD (escluso Pantanaccio e Gionchetto) più un’espansione verso la S.Giovanni Bosco (VII CD) dove, rimanendo definitivamente così le cose in Regione, saranno istituite al suo interno, de jure condendo per la qualità compositiva richiesta dalla Legge n. 111/’11, alcune indispensabili sezioni di Scuola Media.  

 

PIANO DI DIMENSIONAMENTO SCOLASTICO DELLA PROVINCIA DI LATINA

 

Comune di Latina:

Il Consiglio Provinciale, dopo aver esaminato la proposta del Sindaco di Latina consistente

in n.10 Istituti Comprensivi, in ragione del numero complessivo degli alunni della città

(13.790), ha ritenuto opportuno proporre alla Regione l’istituzione di n.11 Istituti Comprensivi in modo da consentire una migliore distribuiti ed articolazione sul territorio, con ciò evitando la grossa concentrazione di alunni, che sarebbe di difficile gestione organizzativa e didattica. Tale proposta è stata accolta favorevolmente dall’Osservatorio Scolastico Provinciale.

Comune di Latina Costituzione Istituti Comprensivi così composti

 

1) I.C. AA via XVIII Dicembre 136

AA Piazza Dante 83

EE Via Montiani – P.zza D. Alighieri 432

EE Via Legnano 772

MM Cena 368

1191

2) I.C. AA Via Fattori 239

EE G. Rodari – Via Fattori 576

MM Leonardo da Vinci 614

1429

3) I.C. AA Città di Latina – via Migliara 80

AA Via Ezio 93

EE Mazzini – B.go S. Michele 179

EE Gionchetto – via Gran Sasso d’Italia 110

MM Volta 826

1288

4) I.C. AA Via Quarto 180

AA Via Calatafimi 179

EE Via Quarto 618

MM Corradini 228

1205

5) I.C. AA Via Milazzo 48

AA via Pasubio 93

AA Via Aniene 75

AA Via Bucarest 134

AA Via Polonia 175

EE De Amicis – via Col di Lana 131

EE Via Po 94

EE S. G. Bosco – Via Polonia 340

MM da istituire 000

1090

6) I.C. AA Via degli Aurunci 167

AA A. F. Celli – P.zza Moro 148

AA Via Pantanaccio 57

6

EE A. F. Celli – P.zza Moro 227

EE B.go Faiti 149

EE L. Piccaro – Via Tasso 435

MM B.go Faiti 93

1276

7) I.C. AA Via Fiuggi 83

AA Via Bachelet 145

AA Via Cilea Cimarosa 164

EE G. B. Vico – Via Bachelet 259

EE Domus Mea – via Fattori 340

MM Milani 282

1273

8) I.C. AA Giovanni Paolo II – Via Sezze 187

EE Goldoni – Via Sezze 352

MM Giuliano 808

1347

9) I.C. AA B.go Bainsizza 54

AA B.go Santa Maria 71

AA Pascoli 75

AA S. Murialdo 52

AA Collodi – B.go Isonzo 56

EE Manzoni – B.go Isonzo 91

EE Garibaldi – B.go S. Maria 83

EE Meucci – B.go Grappa 77

EE B.go Bainsizza – via del Bosco 81

EE Cena – B.go Sabotino 268

MM Fabiano 211

1110

10) I.C. AA Chiesuola 103

AA B.go Piave loc. Codignola 48

AA B.go Montello – via Sterpara 57

EE B.go Piave – Loc. Codignola 82

EE Chiesuola 92

EE B.go Podgora – Strada Podgora 191

EE Giovanni XXIII – via del Fossetto 128

EE Don di Bella – via Appiano-B.go Carso 100

MM Prampolini 451

1252

11) I.C. AA Scalo Ferroviario 140

AA Via Tor Tre Ponti 44

AA V. Ciancarelli – via Stazione 168

EE Caetani LT Scalo via delle Scuole 499

EE Tor Tre Ponti 56

MM Manuzio 426

1333